Giustizia 2024? in incubo (159 puntata)

A Napoli dicono che ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja. Dunque è comprensibile che certi soggetti possano magnificare la “crudele” legge n. 6/2004. Detta norma in realtà sopprime brutalmente la volontà delle persone “beneficiate” dai giudici tutelari, produce soprattutto sofferenza per consentire facili ed illeciti profitti a spese degli “indifesi” (tali o così dichiarati strumentalmente da chi vi ha interesse) e dei loro familiari. I poteri pubblici, patentemente condizionati da forze allogene, grazie ai numerosi episodi che sfuggono al controllo censorio dei “mainstream media”, ne hanno piena consapevolezza, ma nascondono la testa sotto la sabbia. Decine di migliaia di storie, auspice un programma totalitario di ingegneria sociale in avanzato stato di realizzazione, indirizzato a “governare” agevolmente un Popolo, già ampiamente depredato, senza più legami di solidarietà, convertito in una sommatoria di monadi adibite esclusivamente a generare profitti, trovano conforme attuazione in aule di giustizia sorde e grigie. Chi sonda Internet al servizio di qualche intelligence (istituzionale o meno che sia) sa perfettamente che esistono cosche di innominabili ed intoccabili votate alla depredazione dei “deboli”. L’ex giudice Francesco Morcavallo fu uno dei tanti a fare esperienze dirette in tal senso. Tali odiose ruberie sono uno dei fenomeni tipici di questo disgraziato Paese, faccenda talmente emergente che i “sorveglianti” in servizio permanente effettivo non riescono a tenerla nascosta. Mettono il tappo su un caso in Friuli-Venezia Giulia, ma il problema finisce per zampillare con forza dal Veneto, silenziano tutto in Lombardia, ma il turacciolo salta in Sardegna, mettono il sigillo nel Trentino-Alto Adige/Südtirol, ma fuoriesce la sporcizia dall’Emilia-Romagna. L’attrice Erica Jorger soffriva di disturbo bipolare e per tale ragione subì un ricovero psichiatrico. Ne uscì con annesso A.d.S e badante. Dopo un certo periodo di relativa libertà l’attrice venne ricoverata dall’A.d.S. in una RSA. Poi l’amministratore di sostegno, d’accordo con il giudice tutelare, decise di vendere il lussuoso appartamento di 300 metri quadrati a Villa Beatrice di Maia Alta per far fronte alle spese dell’internamento dell’assistita. Erica Jorger, malgrado gi sforzi dei suoi amici per tirarla fuori dalla struttura, è rimasta in RSA, contrariamente a quelle che erano le sue maggiori aspirazioni, fino alla sua morte, avvenuta il 17/6/2023. A Lando Buzzanca, dato che dissero che “non capiva più nulla”, è stata riservata analoga sorte: il giudice tutelare ha deciso di vendere la sua tenuta di Amelia e la sua residenza di Roma per sanare alcuni debiti. La sua compagna Francesca La Valle, rimasta impantanata nelle traversie giudiziarie collegate al ricovero ed al conseguente decesso dell’illustre artista, avvenuta il 18/12/2022, in sua memoria, ha fondato l’associazione “Labirinto 14 luglio” per la tutela dei diritti delle persone fragili. Gina Lollobrigida (ritenuta persona “influenzabile”) era amministrata da un A.d.S. dal quale, nonostante ripetuti ed energici sforzi, purtroppo non è riuscita a liberarsi. Dopo la morte dell’indimenticabile attrice (deceduta sotto amministrazione di sostegno il 16/1/2023) il suo pur strenuamente difeso “factotum” è stato condannato per circonvenzione d’incapace. Attualmente, grazie ai processi giudiziari, ha difficoltà a trovare lavoro. Andrea Piazzolla aveva provato ad avviare una società, ma quando è esploso il caso mediatico sono subito venute meno tutte le opportunità ed oggi viene aiutato economicamente dai genitori. Mutatis mutandis, il 13/10/2020, il Prof. Gilardi (dichiarato individuo prodigo) attacca un foglio al cancello del cortile di casa, di fronte al proprio municipio, in cui scrive: “Vogliono rinchiudermi in un ospizio per mettermi a tacere…non è lecito imprigionare un individuo per approfittarsi liberamente dei suoi risparmi“. I suoi amici sono finiti sotto processo con alterni risultati. Il professore airunese, alleggerito da mezzo milione di euro registrati sul suo c.c. bancario, è morto in RSA il 22/10/2023. Il prof. Pierluigi Monello, denunciato dall’A.d.S. della madre per maltrattamenti nei confronti della stessa genitrice (ora deceduta) è sotto processo a Cagliari. La giornalista Barbara Pavarotti ha subito una sfilza di denunce da parte dell’AdS del suo compagno, internato a forza e per lei diventato conseguentemente un “desaparecido”. Non sa dove è ricoverato e se l’amato Claudio è vivo o morto.

Il nostro amico è una di quelle persone coinvolte, travolte e stravolte dalla legge n. 6/2004. Per proteggere le sue congiunte è stato costretto a rivolgersi alla magistratura. Lo ha fatto il 15/6/2020 ed il 16/6/2020. Da allora è finito per diventare più che un perseguito un non poco comune perseguitato. Malgrado fosse procuratore generale della sorella (forse proprio per tale motivo?) ha collezionato diversi capi di accusa. Per non perdere il conto ricordiamo al lettore che nel prossimo futuro dell’uomo esistono questi passaggi:

21/05/2024 udienza presso il GT che tiene in carico la pratica di sua sorella

18/10/2024 udienza del processo per simulazione di reato

06/11/2024 udienza predibattimentale per l‘accusa di appropriazione indebita

In rapporto a questa ultima accusa, l’indagato ha recentemente depositato in tribunale una memoria difensiva. Abbiamo già qui trascritto alcune parti del documento. Conscio di altre testimonianze relative a storie simili e conoscendo la logica che presiede a certe pratiche, nella memoria, ha anche riportato dei documenti a riprova della capacità della sorella (“beneficiata” dal giudice tutelare) ad autodeterminarsi per un lungo periodo. Mettiamo di seguito la trascrizione:

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  1.  I PLURIMI DATI DOCUMENTALI ATTESTANTI LA CONSERVAZIONE, IN CAPO ALLA SIGNORA YYYY, DI UNA DISCRETA CAPACITA’ DI COMPIERE ATTI GIURIDICI NEL PROPRIO INTERESSE
  1. Nomina firmata all’Avv. ZZZ il 6.11.2019 per occuparsi – presso il Tribunale penale di VVVV– di quanto necessario a seguito del decesso del figlio GGGG (cfr. all. 4);
  • Raccomandata A/R del 20.02.2020 per la richiesta alla BNL di HHHH) della chiusura del conto corrente di cui il figlio deceduto di YYYY era titolare (cfr. copia all. 5)
  • Nomina firmata all’Avv. ZZZZ per la redazione dell’istanza di dissequestro volta all’ottenimento del telefonino e del computer del figlio nei giorni immediatamente precedenti al suo decesso (dal 10 al 13 agosto 2019) (cfr. copia all. 6);
  • Verbale dei carabinieri di JJJJ, in relazione al dissequestro dei beni sopra nominati e restituiti pro manibus alla sig.ra YYYY in data 26.02.2020, a nome del maresciallo DDDD (cfr. copia all. 7);
  • Sollecito consegnato a mano alla BNL di HHHH il 16.05.2020 al fine di ottenere la chiusura del conto corrente del figlio rimasto aperto (cfr. copia all. 8);
  • Rinuncia all’eredità del 10 giugno 2020 (Repertorio n. 5705, Raccolta 4654, Registrato il 12.06.2020 n. 14174 Serie 1/T) alla presenza del Notaio RRRR con studio in via Giuseppe Gioacchino Belli in MMMM  (cfr. copia all. 9);
  • Prelievo di contanti di ben € 20.110,00 (euro ventimilacentodieci,00) del 12.02.2021, effettuato sul conto di deposito a risparmio Poste Italiane n. DR 000009601845 (che calunniosamente, in querela, era stato indicato dall’ Avv. T. C. come effettuato dal fratello XXXX,…), attestato dalla Guardia di Finanza nell’annotazione di PG dell’1.9.2023, in atti;

La serie di atti compiuti da YYYY nell’ arco temporale 2019 – 2021:

  1. dimostra la perdurante capacità della stessa di occuparsi anche in proprio di quanto corrispondeva ai suoi interessi ed alla sua volontà, non essendovi alcuna “esclusività” di XXXX, pur procuratore generale, nel compimento di atti in nome e per conto della sorella;
  2. evidenzia come né notai, né forze dell’ordine, né avvocati, né funzionari di banca abbiano nutrito – nell’assistere la signora YYYY nel compimento di tali atti – alcun dubbio sulla capacità della signora (nel qual caso sarebbe stato loro preciso dovere istituzionale attivare procedure utili all’attestazione di tale incapacità, astenendosi dall’assistenza al compimento degli atti stessi);
  3. fornisce ulteriore argomento all’affermazione che la signora YYYY era perfettamente in grado di querelare il fratello per appropriazione indebita, se questa fosse stata la sua intenzione, e che dunque la sua chiara scelta non può essere “superata” né dalla “sostituzione” – fuori tempo massimo come si è visto- dell’Avv. C. T. nella qualità di amministratrice di sostegno, né da ipotesi di procedibilità d’ufficio che non tengano conto delle condizioni effettive della signora (in un contesto caratterizzato dalla sua piena consapevolezza dell’esistenza di indagini sull’operato del fratello, come testimoniato dall’ assunzione di sommarie informazioni presso i Carabinieri della stazione di JJJJ del 7.9.2020, in atti).

27/4/2024 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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