vecchi pensieri 5

Giustizia in famiglia: da Basiglio a Taranto

Il sistema giudiziario vigente ha prodotto e continua a produrre situazioni, pur formalmente ineccepibili sotto il profilo giurisprudenziale, che stritolano nella sostanza i preminenti  interessi dei minori. Alcuni anni fa la Giustizia tolse ai genitori la piccola Serena Cruz, adottata con un sotterfugio. Il papà per evitare le lungaggini burocratiche connesse alle adozioni internazionali, che aveva già sperimentato per adottare un altro bambino, dichiarò che Serena era sua figlia naturale. La bambina viveva in un orfanotrofio filippino ed aveva problemi di salute che dovevano essere affrontati con sollecitudine. Alcune assistenti sociali, scoprendo l’éscamotage, interessarono del fatto la Magistratura. L’intervento di quest’ultima, nell’affrontare il caso, antepose la “punizione” dell’illecito commesso ad altre e più articolate valutazioni. Nell’interesse dei due fratellini, non poteva essere accordato ai due coniugi di sanare a posteriori l’adozione di Serena ? Non poteva essere letto l’art. 62 del codice penale (il reato può essere attenuato per motivi di particolare valore morale e sociale) ? Forse qualche consulente suggerì che, superato il periodo di “elaborazione del lutto”, dopo la separazione imposta loro in forza di legge i bambini avrebbero ritrovato un loro equilibrio psico-affettivo. Nazario, fratello di Serena, ha passato la sua adolescenza a cercarla, ha marinato persino la scuola ed ha frequentato assiduamente tutti i luoghi di ritrovo dei suoi coetanei fino ad incontrarla di nuovo. E’ lecito supporre che il trauma provocato dalla Giustizia non sia mai stato assorbito, ma che abbia condizionato ogni giorno della loro esistenza. Correva l’anno 1989, la storia sconvolse l’opinione pubblica. Siamo nel 2008 e nulla è cambiato. Una serie infinita di decreti e sentenze che, partendo dalle aule dei tribunali, scardinano le famiglie, hanno stravolto e continuano a stravolgere la vita di adulti e bambini in maniera irreversibile. Mentre l’ex Ministro Castelli ricorderà ancora la cocente sconfitta, subita a scrutinio segreto, sulla legge di riforma dei Tribunali dei Minori, ancora una volta, sono stati “sequestrati” ed “internati” due fratellini. Il fatto è accaduto a Basiglio ed ha come giustificazione un disegno “porno”, che avrebbe potuto fare chiunque, trovato sotto il banco di scuola della bambina, tolta ai genitori insieme al fratello. In contemporanea, a Taranto emerge la vicenda di Sergio Nardelli che, dopo essere stato accusato strumentalmente di pedofilia, dopo aver scontato ingiustamente sessanta giorni di reclusione, vive in uno stanzino e non riesce più ad avere rapporti significativi con i figli. Le Legislature si avvicendano, i Ministri cambiano, cambiano le città dove si rappresentano i drammi e,  mutatis mutandis, nell’amministrazione della Giustizia non cambia nulla.

7/5/2008 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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