Il caligola di Mar-a-lago, il bullo della Casa Bianca, il taco (Trump Always Chickens Out), sono alcuni degli aggettivi con i quali la stampa “critica” si riferisce all’ultimo presidente Usa. Il tycoon, peraltro ben affiancato da altri suoi consimili nelle varie province dell’Impero, rappresenta abbondantemente il pessimo stato di salute della democrazia. L’Occidente, con l‘imposizione della legge della giungla e con il controllo dell’informazione votata alla distruzione della coscienza collettiva dell’opinione pubblica, è diventato totalmente autopoietico. L’organizzazione occidentale attuale anela rappresentare l’intero mondo e non ammette più la presenza delle diversità, non concepisce dialettica. A prescindere dalla geopolitica trumpiana è ormai diffuso un uniformismo globalista da cui è difficile fuggire. Ogni angolo di Occidente subisce la stessa pressione culturale/ideologica perdendo le numerose specificità nazionali, ognuno in tempi e modi diversi. L’Italia, nel corso degli anni, ha visto dissolversi tutte le sue eccellenze storiche ed ha svenduto a privati tutti i suoi patrimoni, ha invece mantenuto, finanche peggiorandoli, tutti i suoi caratteri salienti negativi. Corruzione e cooptazione hanno messo in ginocchio il Paese. Non mancano attività di spionaggio illegittime (su dissidenti, “nemici” e giornalisti) che emergono ciclicamente per poi essere riassorbiti fulmineamente dalle sentine di sempre. Il Copasir dovrebbe verificare in modo sistematico e continuativo che l’attività del sistema di informazione per la sicurezza si svolga nel rispetto della Costituzione. Mentre i dossieraggi vengono impiegati per scopi personali, il cittadino deve fare i conti con quella magistratura che opera disinvoltamente attraverso delle relazioni familiari, societarie e istituzionali, deve sottostare a quella magistratura corrotta e/o impudentemente faziosa che può rovinargli la vita per tanti anni. In autunno il procuratore Nicola Gratteri andrà in televisione per partecipare a “Lezioni di mafie”. Tutti conosciamo da sempre il suo impegno per combattere “Le mafie che sono più pericolose di prima, perché sono più raffinate. Ci somigliano, si mimetizzano molto bene. Hanno imparato a infiltrarsi ovunque, e il livello di morale si è abbassato drasticamente. Non c’è più rossore, non c’è più vergogna: c’è chi si prostituisce anche per 5.000 o 10.000 euro”. Vorremmo tanto che analoga attenzione, da parte di chi potrebbe fare molto meglio di noi, venisse dedicata a fenomeni criminali meno appariscenti ma di certo diventati una grande piaga sociale. Lo Stato per Paolo Borsellino non ha mai cercato risposte. E’ stata tradita la sua memoria. Comunque una giusta battaglia sarebbe anche quella di osteggiare con ogni mezzo non solo i possibili patti corruttivi tra imprese e rappresentanze politiche, ma anche i possibili sodalizi, questi si davvero osceni, tra giudici e amministratori giudiziali. Ricordiamo la vicenda del prof. Carlo Gilardi (https://dirittiallafollia.it/2020/12/30/voglio-la-mia-liberta-che-mi-avete-sottratto-di-matteo-bojanovich/) che in una delle sue tante lettere aveva scritto: “Le persone di legge vogliono rinchiudermi in un ospizio per mettermi a tacere…” e che aveva messo nero su bianco nella sua denuncia di settembre 2020 questa accusa: “Ritengo che da tempo stiano cercando di farmi dichiarare incapace di intendere e volere al solo fine di poter gestire liberamente i miei soldi e le mie libertà”.
Per il “santo di Airuno”, allora sensibile al tema delle amministrazioni di sostegno, si attivò anche l’attuale premier: “La storia che coinvolge Carlo Gilardi, dopo mesi dall’inizio della vicenda, rimane molto controversa. Per questo, a nome di Fratelli d’Italia, ho inviato una lettera al Ministro Cartabia per fare chiarezza sulla situazione. Chiediamo solo verità per il signor Carlo. Gentile Ministro, Le scrivo per sottoporLe il caso del signor Carlo Gilardi, il professore novantenne di Airuno ospite dalla fine di ottobre 2020 della RSA Airoldi e Muzzi di Lecco su disposizione del giudice tutelare del Tribunale di Lecco e dell’amministratore di sostegno. Il signor Gilardi è molto conosciuto e amato dai suoi concittadini per la sua umiltà e generosità. È un uomo colto e amante della poesia, oltre ad essere un benefattore stimato dalla comunità. Abbiamo conosciuto la sua storia grazie al lavoro giornalistico di Nina Palmieri e della redazione del programma televisivo “Le Iene” e ci siamo subito interessati al caso, insieme a tantissimi altri italiani. Sono molti, infatti, gli aspetti controversi e poco chiari di questa vicenda. Le tante domande senza risposta hanno sollevato il dubbio che il signor Gilardi sia stato ricoverato contro la sua volontà presso la residenza sanitaria lecchese. Fratelli d’Italia ha preso subito a cuore il caso e ha depositato il 20 novembre 2020, praticamente all’indomani del primo servizio tv, un’interrogazione parlamentare a risposta scritta all’allora Ministro della Giustizia, on. Alfonso Bonafede. Nell’interrogazione, che allego alla presente, chiedevamo al Governo di fare chiarezza e di valutare tutte le iniziative utili, anche di carattere ispettivo, per verificare la situazione. Al momento, però, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Oggi rinnoviamo a Lei, signor Ministro, la richiesta di Fratelli d’Italia e Le chiediamo di fare tutto quello che riterrà opportuno per far luce sul caso. Crediamo che sia doveroso un intervento del Ministero per capire cosa effettivamente sia successo e se nei confronti del signor Carlo siano stati commessi degli abusi. Sono certa che Lei avrà maggiore sensibilità del suo predecessore a via Arenula e che, come abbiamo fatto noi, prenderà a cuore questa vicenda. Cordiali saluti. Giorgia Meloni”.
Il processo per diffamazione contro alcuni amici del professore è ancora in corso: https://www.leccoonline.com/notizie/91019/caso-gilardi-il-difensore-della-iena-palmieri-e-un-reato-sollevare-interrogativi . Come il prof. Gilardi anche noi, l’1/11/2020, fummo facili profeti scrivendo: “La vecchia disabile è un caso clinico non acclarato ma, il vero bersaglio di questa battaglia giudiziaria, nella quale il ricorrente è stato tirato per i capelli, sembra essere la sorella. La vecchia ha 91 anni, ma la sorella ha un’età ed una posizione economica appetibile”.
Il 23/6/2025 il nostro amico ha depositato una richiesta diretta al GT.. Come d’abitudine la risposta parziale non ha affrontato i rilevanti crediti che l’uomo vanta nei confronti dell’AdS della sorella. Il giudice si è limitato ad autorizzare l’amministratore a riscuotere i soldi per conto della sua “beneficiata” (che non li vedrà mai). Poste Italiane, per liquidare le somme dovute agli aventi titolo, ha fissato un appuntamento per l’11/9/2025 alle ore 11,00. La ciliegina sulla torta per determinate storie sono poi le pratiche dilatorie impiegate dagli istituti di deposito per consentire ai clienti di riscuotere i loro soldi il più tardi possibile.
Ecco l’autorizzazione del G.T.



20/7/2025 Antonio Bertinelli