E’ risaputo che i governi non rifuggono dalla réalpolitik, ossia la prassi politica che considera il mantenimento, l’allargamento del potere come fini a sé stessi, che giustifica le “ragioni superiori”, gli intrighi, l’uso della forza militare e della coercizione economica per conseguirli. Il premier avrebbe potuto invocare l’eccezionalità del caso “Almasri”, includere profili straordinari sino a porre l’intero accaduto sotto la protezione del segreto di Stato. Quanto meno, pur nella specificità dell’episodio, avrebbe potuto provarci. Non avendo percorso tale strada il governo si è trovato in un bel “trappolone”. Caricato da chi? In un altro contesto il procuratore Francesco Lo Voi avrebbe “dimenticato” l’articolo 6 comma 1 della legge costituzionale numero 96, ma viviamo giorni di particolare tensione tra toghe e politica. La separazione delle carriere dei magistrati è solo una parte del contendere, sembra uno specchietto per le allodole ed è quella che peraltro va ad incidere proprio marginalmente sulla qualità della giurisdizione. Si lascia intendere alla gente che la “riforma” in cantiere possa finire al servizio del cittadino, ma non è così. Ci sono abitudini giudiziarie e norme, mai citate dal politico di turno, il quale le scansa come la peste, che fanno inorridire.
Grazie all’applicazione reale della legge n.6/2004 nella famiglia del nostro amico sono entrati due AdS esogeni. Uno è ancora in servizio. Nel 2020, in assenza di questi soggetti, l’attuale imputato, per conto della madre, ha affrontato e cercato di risolvere una richiesta indebita dell’ACEA, poi è stato di fatto scalzato dai “benefattori” finiti nell’abitazione comune delle due congiunte (madre e sorella) all’epoca dell’epidemia di Covid-19. Dopo numerose traversie il problema delle ”richieste indebite dell’ACEA” è sempre presente, insieme all’avvocato C.T. ed al giudice tutelare. Sono alcune ciliegine poste sulla torta delle datate spoliazioni familiari realizzate a cura degi ignoti denunciati il 16/6/2020 in una caserma dei Carabinieri.
Nel corso dell’udienza del 13/12/2024, come si potrà constatare dalla prossima pubblicazione del verbale relativo, alla pagina n. 20 si legge:
Domanda dell’avvocato M. C. al nostro amico: “Omissis le risultano interventi per affrontare queste problematiche da parte delle persone che in quel lasso temporale avevano un ruolo tra virgolette di accudimento nei confronti di sua madre?”.
Risposta dell’imputato: “No, no, no, perché credo che questa richiesta indebita di ACEA si trascina ancora oggi. Probabilmente sarà arrivata ad alcune migliaia di euro”
La previsione dell’uomo non viene smentita. Ecco la richiesta ACEA del 30/1/2025:


Ecco la mail odierna del nostro amico all’AdS della propria sorella (da sempre effettiva utilizzatrice della fornitura d’acqua ACEA):

31/1/2025 Antonio Bertinelli