Giorni orsono il nostro amico, ancora indagato, ci ha confidato che avrebbe preferito pagare il pizzo ad una consueta associazione mafiosa territoriale anziché doversi rapportare con alcune istituzioni ed alcune regie occulte. Ricordiamo che dalle prassi giudiziarie ispirate alla legge n. 6/2004 non sono poi scampati molti “vulnerabili” attenzionati dai giudici tutelari. Tra i nomi famosi che ci sono parzialmente riusciti ricordiamo solo il compianto filosofo Gianni Vattimo. Doveva avere qualche amico in Corte di Cassazione … Gli altri sono finiti fagocitati dal sistema giurisdizionale e dalle sue vendette. Tra i personaggi non particolarmente “famosi” ricordiamo le lunghissime traversie vissute dal professore di estimo Carlo Gilardi e da qualche suo caro amico. Malgrado niente fosse più lontano dalla realtà, anche per lui venne cucita su misura la verità giudiziaria di un “mentecatto” circonvenuto. A patto che i legami siano lucrosi, ci stanno abituando, pian piano, a convivere con il tanfo che scaturisce dal fradiciume di qualunque inammissibile sodalizio. Ripensiamo con molto dolore all’odissea di colui che alcuni definivano “Il Santo di Airuno”, per il quale , dopo l’internamento in RSA e l’annessa volatilizzazione di mezzo milione di euro dal suo conto corrente, se non altro arrivò, quantunque tardivamente, una sentenza “riparatrice” della CEDU.
Mala tempora currunt. Imperversa la normalizzazione di regimi eccezionali o speciali. Sono stati cambiati surrettiziamente gli equilibri giurisdizionali complessivi, sono scomparse le simmetrie tra autorità e libertà, tra sicurezza e garanzie. La giustizia penale appare sempre più sciatta, spiccia e sommaria. Ci sono procedimenti inficiati all’origine dalla faziosità, dai giochi di prestigio sulle carte che appaiono/scompaiono e/o dal dogmatismo. In alcuni ambienti si percepisce la malcelata voglia di conculcare il diritto alla difesa, che in molti casi è stato già sensibilmente indebolito. Non ci sono paletti procedurali tra fatti riguardanti reati “mafiosi” e fatti connessi a piccoli reati. Si va dal cosiddetto Codice Rosso “un cantiere sempre aperto che viene costantemente aggiornato introducendo una disciplina sempre più severa e una meccanica coercitiva straordinariamente penetrante” all’applicazione totalitaria-ossessiva della legge n. 6/2004. Questa norma è in realtà una trappola giuridica, impiegata in qualunque modo possibile, per appropriarsi, con il crisma della legalità, dei patrimoni delle famiglie dei “beneficiati” dai decreti dei giudici tutelari. Il 1/11/2020 profeticamente scrivemmo: “La vecchia disabile è un caso clinico non acclarato ma, il vero bersaglio di questa battaglia giudiziaria, nella quale il ricorrente è stato tirato per i capelli, sembra essere la sorella. La vecchia ha 91 anni, ma la sorella ha un’età ed una posizione economica appetibile.”

Al protagonista del nostro racconto è arrivato l’avviso di conclusioni delle indagini condotte a suo carico dal pubblico ministero. Prima di riportarne la copia facciamo una breve premessa. L’uomo era procuratore generale della germana. L’incarico di un A.d.S. può anche coesistere con una qualche forma di procura purché vengano predefinite dal giudice le sfere di azione dei due mandati. L’indagato, con questo solenne e potente strumento giuridico (tanto inviso negli ambienti degli A.d.S. da farlo considerare cartastraccia pure dagli stessi giudici) ha sempre movimentato il denaro della consanguinea. Ciò secondo le esigenze e/o le richieste della propria sorella. A lei sola doveva ed ha sempre reso conto di ogni euro e a lei ha consegnato tutte le somme richieste. Il 50% dei prelievi riportati sul prospetto sono stati effettuati direttamente dalla titolare del conto corrente. Per inciso va detto che l’indagato ha congrui documenti per dimostrare le dazioni di denaro fatte alla sorella negli anni analizzati dalla procura della Repubblica. Aggiungiamo che per quel lasso di tempo, nel 2020, il magistrato dell’epoca scrisse: “Anche l’esame degli estratti conti bancari non ha evidenziato nulla di anomalo”. Ora c’è chi ha interesse (e neanche poco !!!) a far rientrare dalla finestra quello che all’inizio della storia giudiziaria uscì giustamente dalla porta. Così riprende la musica di sempre. Dalla Vetta d’Italia a Lampedusa, da Capo d’Otranto alle Alpi Cozie, cambiano gli orchestrali ma lo spartito rimane lo stesso.


5/4/2024 Antonio Bertinelli