Giustizia 2022? un incubo (100 puntata)

Nel cominciare il nostro racconto non avremmo mai immaginato di arrivare alla centesima puntata con la nostra storia e con alcune analisi fatte a margine. Chissà se il nostro puntuale scrivere servirà a qualche lettore per non finire devastato da eventi simili. In the time of universal deception telling the truth is a revolutionary act. La realtà ha superato il mondo immaginato da George Orwell e molti animali a sangue freddo, con la grande capacità di adattamento che è loro propria, tengono il Paese in condizioni socio-politiche-economiche critiche. Impensabili pasdaran nostrani fanno praticamente propaganda di guerra quotidianamente. Si avvalgano persino delle più moderne tecnologie, come il deepfake, per veicolare i loro messaggi. Fino a ieri i loro nemici dichiarati erano i non vaccinati anti-Covid19, oggi sono i Russi. Nessuno di questi soggetti (sempre pronti ad abbracciare qualunque causa sia utile al dominus) sembra conoscere il comportamento sfuggente o apertamente contrario dell’UE, degli USA e del Canada nel condannare, tramite una risoluzione presentata nel 2014 all’ONU, le manovre di glorificazione dell’ideologia nazista in Ucraina e la successiva negazione dei crimini di guerra in tale convinzione consumati. Nessuno ricorda la persecuzione contro la popolazione russofona, gli accadimenti, a cui hanno seguito la strage di Odessa nel 2015 e il conflitto in Donbass con migliaia di morti negli anni successivi. Nel segno dell’iguana, cancellando d’un sol colpo la simpatia e l’amicizia che hanno sempre legato il Popolo russo ed il Popolo italiano, la classe “dirigente” del nostro Paese, con le sue diligenti e servili esternazioni, si è guadagnata un “meritato rimprovero” da parte di Aleksej Paramonov, direttore del Dipartimento europeo del Ministero degli Affari esteri moscovita. Il funzionario ha minacciato “conseguenze irreversibili” nei confronti di Roma, puntando il dito verso l’attuale governo, colpevole di non essere grato, per numerose ragioni, nei confronti del Cremlino. Il prezzo del carburante (anche se diminuito dall’Esecutivo) si aggira intorno ai due euro al litro, ma questo non è un problema che riguarda i nostri vassalli della “guerra infinita”, notoriamente praticanti e propugnatori dell’etica del sacrificio del singolo per il bene supremo della collettività. Secondo certi patrioti da salotto televisivo ci mancherebbe pure che gli Italiani non subordinassero il rispetto di valori superiori alle forniture di gas e all’importazione di altri beni di consumo basilari per vivere. Nella tragedia di una guerra in corso, se non per pudore, certe voci dovrebbero silenziarsi sia ripensando alla gloriosa storia del fiero popolo russo, che alla sua colossale potenza militare. Con il trascorrere dei decenni agli Italiani non è stato fatto mancare nulla. Le classi sub dominanti hanno attraversato con nonchalance le acque agitate delle vicende P2, P3 e P4. Oggi fanno gli equilibrismi tra gli “avvertimenti” di Putin, la propaganda antirussa, lo stato patologico della giurisdizione, le ributtanti vicende ad essa connesse, le chiacchiere e le indagini che riguardano la Loggia Ungheria (lugubre fantasma di un passato che ritorna o, per meglio dire, non è mai andato via?). La legge n. 17/1982 contiene le norme di attuazione dell’art. 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete. La segretezza delle associazioni è guardata con sospetto dalla legge ed il dettato costituzionale pone una sorta di presunzione di illiceità a carico di tutte le forme di aggregazionismo celato, ritenendo che ciò che viene fatto nel segreto sia illegale. Nei fatti di pene erogate per questo reato ce ne sono state poche. Se la memoria non ci inganna, soltanto nel 2018 sono stati condannati per appartenenza ad associazione segreta due faccendieri. Per essere concreti bisogna ammettere che per i gruppi che comandano, o intendono comandare sugli altri, è meglio se le decisioni fondamentali e gli affari più rilevanti di una comunità vengono gestiti attraverso canali sotterranei invisibili, in modo che i cittadini abbiano la sensazione di essere governati nell’ambito di una democrazia, mentre invece le vere decisioni sono assunte attraverso percorsi diversi, non trasparenti e spesso esiziali per i governati. Senza fare voli pindarici o grandi ricerche è sufficiente leggere alcune riflessioni di Gustavo Zagrebelsky o le confessioni di Luca Palamara. In troppe sfere particolari si riscontrano numerose vicende che, con l’ottica della persona pulita, appaiono “inspiegabili”. Se a Catanzaro tre mascalzoni bloccano in auto un imprenditore, lo minacciano e lo taglieggiano, quando vengono scoperti, in prima istanza, debbono rispondere subito dell’art. 416-bis del codice penale (Associazione di tipo mafioso). In altre zone ed in altri contesti storie analoghe godrebbero di sicura impunità. Ad esempio un gruppo ipotetico di notabili (dei politici, dei professionisti, un avvocato, un giudice tutelare ed un consulente di tribunale, opportunamente “associati” tra loro) potrebbe derubare e rinchiudere in un’istituzione totale qualunque italiano senza rischiare nulla. Lo potrebbe fare alla luce del sole. Eppure “L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri”. Ma chi controlla i controllori se magari questi sono membri di una setta clandestina? Ci chiediamo con trepidazione che fine abbia fatto Lando Buzzanca. Il bravo attore, dopo un malessere, è stato sottoposto ad un’amministrazione di sostegno, come tante altre persone fragili, anche se meno conosciute di lui. Tutto ciò che infrange l’integrità della persona (le sevizie inflitte al corpo e alla mente, le coercizioni psicologiche, tutto ciò che offende la dignità, le reclusioni arbitrarie, la riduzione in schiavitù) insulta l’umanità e chiede vendetta. Abbiamo visto sparire e defilarsi tutti quelli che avevano titolo per intervenire, correggere e/o sanzionare (dal pesce in barile più grande a quelli solo in cerca di visibilità) ma il Prof. Carlo Gilardi è ancora segregato in una RSA. È la “mafiosità” che rende possibile storie di questo genere, è quella cultura pervasiva che sa approfittare dei vantaggi del sodalizio illecito, quella cultura propria del comportamento di chi non vuole grane e si fa i c***i propri, che sacrifica il proprio senso civico e la richiesta di giustizia ad un più facile non vedo, non sento, non parlo e, se proprio deve, sta dalla parte del più forte. L’istituto dell’A.d.S., così come ripetutamente applicato dai giudici tutelari, si presta ad abusi, viola soventemente la legge n. 18/2009. (https://www.facebook.com/AmmSostegno/posts/lettera-aperta-di-denuncia-sugli-abusi-di-amministratori-di-sostegno-e-giudici-d/1007285866411402/). L’A.d.S. nominato per la sorella del nostro reclamante scrive in una sua memoria: “… Fermo quanto sopra è opportuno rammentare il contenuto dell’art. 408 c.c. in cui si prevede che la scelta dell’amministratore  di  sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario. Nella scelta si prevede che il giudice tutelare “preferisce”  ove  possibile  una serie  di  persone  nell’ambito  familiare,  ad  ogni  modo  il Giudice Tutelare quando  ne  ravvisa  l’opportunità  e  quando  ricorrano  gravi  motivi,  può chiamare all’incarico di amministratore di sostegno anche altra persona idonea. Il chiaro criterio da seguire nella scelta dell’amministratore è quello preminente della cura degli interessi del beneficiario, criterio che assicura al magistrato una ampia facoltà di valutazione su quale sia il miglior soggetto da scegliere per assicurare al massimo la cura e gli interessi del beneficiario. Non vi sono quindi criteri preferenziali nella scelta poiché ciò contrasterebbe con l’ampio margine discrezionale riconosciuto dalla legge al Giudice Tutelare, che unicamente deve tenere presente la  cura  personae  e patrimoni del beneficiario…”. Come a dire basta rendere “non meritevole” (accade sempre attraverso denunce fasulle di vario genere) l’ingombrante familiare che si appresta ad assumere l’incarico di A.d.S. per conferire l’incarico ad un “onesto avvocato” (spesso con il morso potente, simile a quello di un cane Kangal). E’ appunto così che si lascia spazio a dei personaggi imparziali, come lo sono i giudici tutelari e gli amministratori di sostegno, per far passare di mano i patrimoni delle persone “beneficiate” dalle attività giurisdizionali (indipendenti?) della Repubblica.

20/3/2022 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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