Giustizia 2021? un incubo (71 puntata)

Mentre c’è chi convive con le nausee indotte dalla chemioterapia noi avvertiamo il voltastomaco per il procedere di certe vicende giudiziarie. Il prof. Carlo Gilardi è stato inghiottito da uno dei tanti buchi neri dell’attività giurisdizionale. La vecchia madre invalida del nostro amico ormai passa gran parte delle sue giornate a letto, ignorando che il giudice tutelare A.P. (un avvocato prestato alla funzione) estromettendo il ricorrente dalla vita della genitrice, con decreto del 7 dicembre 2020 (vedi 36 puntata) ha dato origine, tra le altre cose, al mancato pagamento delle tasse periodicamente dovute. Veniamo da un mondo scomparso e siamo frutto di una cultura superata dai tempi. Abbiamo avuto l’onore di conoscere giuristi che, con il senno di poi, avrebbero dovuto essere messi sotto vetro, se non altro, per dare alle generazioni successive l’esempio di come si adempie dignitosamente all’incarico di magistrato. Attualmente c’è l’UE che “suggerisce” al Parlamento Italiano la riforma della Giustizia. Lungi dal coltivare illusioni, va ricordato quanto meno come la legge n. 89 del 20/3/2001, che prevede e disciplina il diritto di richiedere un’equa riparazione (400/800 euro ogni anno di ritardo) per l’irragionevole durata di un processo, abbia poi bypassato le sentenze dei giudici europei. C’è da presumere che, data la natura e gli interessi notoriamente cari all’U.E., verranno contemplate esclusivamente modifiche con ricadute sul settore economico-finanziario-commerciale. Branche come la volontaria giurisdizione (tra le più problematiche e spesso indirizzate da veri e propri sicari dell’istituzione familiare) non verranno di certo prese in esame dai “riformatori”. In altri termini, ad esempio, il rischio di combine tra avvocati e giudici per internare un minore, un disabile o un vecchio rimarrà nella sua interezza. Le false denunce continueranno ad imperversare. I cambiamenti di cui si sta parlando non accorderanno mai “riconoscimenti” a quei magistrati che, in nome dell’equità e del diritto, hanno fatto e faranno onore alla toga, né mai presenteranno il conto alla dannata razza mutante che l’ha infangata e continuerà a farlo impunemente. Non c’è solo un problema di regole da riscrivere nell’interesse generale di tutti i cittadini (e questo non ce lo ha mai chiesto l’Europa …), ma c’è ancora quello probabilmente diventato insormontabile di riqualificare significativamente gli uomini incaricati di amministrare la Giustizia. I vecchi cerimonieri della Repubblica e della “democrazia” si prodigano da un altare ad un convegno, si spostano come zombi da una ricorrenza all’altra, senza poter nascondere che loro stessi, maestri dell’ortodossia celebrativa, sono diventati i custodi di una strisciante tirannide. In una democrazia sana non dovrebbero trovare più tanto spazio incapaci, corrotti e collusi. Ci parliamo addosso da tanti anni, ma il marcio che sommerge il Paese è inarginabile e persino l’attività di maniera dei vari istituti di garanzia previsti dalla legge sta lì a dimostrarlo. Le autorità garanti sono organi creati per sorvegliare lo svolgimento di attività economiche realizzate in regime di monopolio o caratterizzate da uno speciale interesse generale. Dovrebbero avere lo scopo di salvaguardare cittadini ed imprese da situazioni che li vede in posizione di debolezza rispetto agli operatori che producono ed erogano i beni ed i servizi in regime di monopolio o quasi. Tra le diverse authority annoveriamo: Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Garante per la protezione dei dati personali, Autorità per l’energia elettrica e il gas, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Le autorità indipendenti hanno la loro origine all’interno dell’esperienza giuridica degli Stati Uniti d’America con la creazione della Commerce Regulatory Commission del 1887. Oggi in Italia sostanzialmente servono solo a dire che tali enti esistono e dunque gli Italiani non subiscono la lesione di interessi costituzionalmente rilevanti. Se guardiamo al lavoro svolto dall’AGCOM in effetti vediamo che le sanzioni erogate alle società telefoniche abusanti sono irrisorie in rapporto ai profitti creati dalla loro azione illegittima. Si rileva analogo risultato guardando al credito per anatocismo bancario. Se ci soffermiamo sulla vicenda del prof. Carlo Gilardi constatiamo l’inefficacia del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Se ci fermiamo ad ascoltare l’Autorità garante (forse dello status quo?) per l’infanzia e l’adolescenza sull’antico stillicidio di discutibili affidamenti extra-familiari ratificati dai tribunali lo ascoltiamo asserire: “Non è il caso di fare allarmismo, il sistema tutto sommato regge”. Insomma dai giudici tutelari ai p.m., dai procuratori della Repubblica alle corti d’appello, fino a lambire la Cassazione è tutto un fiorire di indagini anappuntabili, di azioni giudiziarie nitide, di decreti, di sentenze a prova di negligenza e di forzature interpretative plurimotivate.

10/7/2021 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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