Giustizia 2020? un incubo (33 puntata)

Questa è l’ultima frase che conclude il verbale d’udienza redatto dal G.T.” il 28 settembre 2020: “L’avvocato xxxxxxxxxxx dichiara di essere informato che i soldi della pensione vengono sempre portati alla signora. Insiste il sig. xxxxxxxxxx che la pensione secondo lui è bloccata, la madre è mantenuta dal figlio per mesi. Si precisa che esiste una pratica avviata”. Ad uso del lettore precisiamo che il postamat con il quale il figlio della vecchia poteva prelevare la pensione manca di adeguato aggiornamento dal marzo 2020. L’uomo ha provveduto alle esigenze della madre con i suoi soldi fino a tutto giugno 2020. Il “si precisa che esiste una pratica avviata” scritto dal G.T. è il compendio della mancata amministrazione dell’anziana donna (per ciò che riguarda tutto quello di cui si è sempre occupato il figlio) a causa dell’azione congiunta del suo avvocato, del P.M. che ha indagato il ricorrente e del Giudice Tutelare (costretto?) a bloccare l’iter della nomina. In questi giorni sono tornati a galla i problemi non ancora risolti, per i quali il ricorrente, dopo aver fornito tutti gli estremi necessari, ha provocatoriamente invitato chi lo sollecita per definire ora una pratica, ora l’altra, a rivolgersi al Tribunale. Lui non può firmare al posto della madre. L’uomo deve solo augurarsi che, quando sarà chiamato a raccogliere l’eredità della vecchia, trovi da riparare il minor danno possibile. Abbiamo precedentemente fermato il nostro racconto lasciando la parola al giurista Rosario Russo. Chi è vittima di malagiustizia, conscio della strada lunga ed impervia delle denunce, può solo rincuorarsi con le scorribande offerte saltuariamente da qualche trasmissione televisiva. Ma quando la sua storia manca di spettacolarità, come la maggior parte di storie simili, non avrà neanche modo di consolarsi illusoriamente così. Si dice che l’indipendenza dei magistrati è stato l’effetto di un processo lento e contrastato. Nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso il Csm è diventato sempre più organo di tutela dell’autonomia della Magistratura che, secondo la vulgata, sarebbe riuscito a disinquinare i più importanti uffici giudiziari dalle influenze di gruppi di potere. Gli anni Novanta vedono avanzare quell’idea proterva ed autocratica di modernità che si è impadronita dell’Italia, sostituendosi al dialogo, all’equilibrio delle forze e delle istituzioni, un’idea di giustizia e dunque di giurisdizione, implicitamente violenta, che fa del processo un rimedio al male, uno strumento di vendetta sociale, una compensazione per le proprie manchevolezze personali. Da una parte vediamo Silvio Berlusconi pretendere il primato sulla giurisdizione in nome del mandato elettorale e dall’altra vediamo la Magistratura in posizione di assedio nei confronti dello stesso. Le prassi giurisdizionali distorsive di quegli anni hanno preparato il terreno per il radicarsi delle prassi odierne. Ritenendo che la cognizione sia uno degli strumenti di difesa contro l’insolenza del potere torniamo alla nostra narrazione. Le raccomandazioni di un avvocato, sommate a quelle di altri “benefattori” della stessa filiera, hanno trasformato la denuncia di fatti inoppugnabili in un’accusa di simulazione di reato per il ricorrente/denunciante. Ne dobbiamo dedurre che certi P.M. operano in rapporto al tipo di fonte alla quale scelgono di attingere. In attesa che la vicenda di cui ci occupiamo proceda nel modo da noi desiderato, divaghiamo ancora una volta e riportiamo copia di una denuncia relativa ad un’altra storia. Tale denuncia è stata fatta, producendo una corposa documentazione, ad una Procura della Repubblica situata in un tribunale diverso da quello in cui è ambientata quella che stiamo narrando.

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Al xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

Oggetto: denuncia-querela

Io sottoscritto xxxxxxxxxxxxx, nato a xxxxxxxxxxxxxxx , impunemente e pretestuosamente sequestrato dal personale della RSA xxxxxxxxxxxx dal xxxxxxxxx (forse a motivo di un debito di xxxxxxx euro contratto per ragioni di salute con la clinica citata e per il quale è pendente un giudizio presso il tribunale di xxxxxxxxxxxxx ?)

DENUNCIO

xxxxxxxxxxxx , responsabile della RSA xxxxxxxxx e xxxxxxxxxxx , dirigente delle professioni sanitarie per mobbing, calunnia e falso ideologico.

DENUNCIO

per averlo sottoscritto senza nulla eccepire i firmatari del verbale UOC del xxxxxxxxx  in cui venivano sottoscritte le mie dimissioni dalla RSA. Tra di essi appare xxxxxxxxx che, in qualità di direttore del distretto xxxxx, il xxxxxxxx ha sottoscritto la diagnosi su di me: schizofrenia. Oggi, palesemente in conflitto d’interessi per il giudizio pendente già citato, che vede come parte convenuta la sua ASL di appartenenza, ha firmato per le mie dimissioni da xxxxxxxxx.

DENUNCIO

xxxxxxxxxxxx, psichiatra della Asl parte convenuta in giudizio, noto alle cronache a motivo del suicidio di xxxxxxxxxxx (nel 2007) e a motivo della controversa morte di xxxxxxx (nel 2009), per aver appoggiato le calunnie altrui e per falso ideologico. Lo stesso psichiatra, nel colloquio del xxxxxxxxxx, asseriva che le mie dimissioni dalla RSA erano state già decise dalla ASL e dunque lui non poteva fare altro che ratificarle. Durante l’incontro, nel quale, contro il mio desiderio, ha voluto la presenza della “suggeritrice” xxxxxx, regista insieme alla responsabile xxxxxxxxxxx di innumerevoli azioni persecutorie a mio danno, mi ha accusato di essere un mistificatore. Il xxxxxxxxxx ha poi redatto su di me una diagnosi in totale difformità da tutte le altre fattemi nel corso degli anni così come appare dai certificati medici che allego, al fine di rendere possibile la mia “cacciata” da xxxxxxxx. Ha scritto che, estromesso da xxxxxxx, posso essere curato a domicilio ignorando che (omiissis). La relazione sottoscritta dallo psichiatra, che tra l’altro sembra inficiata pure a causa delle premesse da lui stesso esternate, appare capace di alterare anche l’iter giudiziale di cui sopra.

Le comunicazioni relative al mio allontanamento da xxxxxxx, già previsto da tempo xxxxxxx, non sono state fatte tempestivamente neanche al mio amministratore. Le relazioni che giustificano tale provvedimento mi sono state consegnate a mano il xxxxxxx.

Omissis

                                                                                                     In fede

                                                                             xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

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Il denunciante, pesantemente maltrattato dietro suggerimenti coordinati dall’avvocato “amministratore” della RSA privata, dove era sgradito ospite, non ha mai ricevuto riscontro di una qualche azione giudiziaria condotta a sua tutela.

Gli agiografi di cotanta giurisdizione asseriscono che dai “non addetti” vengono messaggi semplificatori, banalizzanti, ingannevoli, che non fanno crescere nei cittadini quella consapevolezza della reale dimensione dei problemi, delle sfide da affrontare e delle soluzioni possibili. Noi, molto più semplicemente, pensiamo che se dei vecchi magistrati, con i loro ordinari tratti di passione, rigore, equilibrio, amore dello Stato, rispetto delle Istituzioni ed onestà intellettuale, tornassero per un po’ tra noi per curiosare nelle attuali procedure giurisdizionali, inorridirebbero. Malauguratamente i nostri magistrati “non vengono da Marte”.…

17/12/2020 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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