Giustizia 2020? un incubo (31 puntata)

La lettera scritta dal nostro amico alla propria sorella ha avuto una sua utilità. E’ una vera sorpresa. L’anziana invalida ha “ritrovato” il libretto postale sul quale viene accreditata la sua pensione, ma si rifiuta di darlo sia alla figlia che al figlio per il dovuto aggiornamento alle Poste, perché così le è stato consigliato dal proprio avvocato (una sua fantasia?). Se la vecchia ha detto il vero c’è la conferma che i suoi insani comportamenti sono indotti e sostenuti a suo danno ed a quello dei figli. Le sue particolarità comportamentali hanno portato la figlia ad uno stato emotivo penoso. A motivo della sparizione del documento, in attesa che la donna firmasse la procura generale già citata nel corso della nostra narrazione, il figlio l’ha finanziata in tutto e per tutto fino a quando, incoraggiata dalla nipote, ha cacciato il notaio per consentire il subentro di un legale. In questa vicenda, se non si è in malafede, giuocano un ruolo importante anche le date, che sono sempre a sostegno di quanto ha dichiarato il ricorrente/denunciante. Non siamo in grado di riferire la quantità di preziosi effettivamente uscite nel corso del tempo dall’abitazione delle due donne. Ci dobbiamo limitare a quel poco o nulla offerto dalle indagini coordinate dal magistrato intervenuto nella vicenda, ovvero alle ricevute spontaneamente fornite ai Carabinieri dalla vecchia. La prima vendita (giustificata dalla disabile per mancanza di soldi) è datata 8 giugno 2020, OVVERO DUE GIORNI PRIMA CHE ARRIVASSE A CASA IL NOTAIO (il 10 giugno 2020) per perfezionare l’atto e consentire anche la soluzione del problema del libretto postale non aggiornato e “smarrito”. Ci sembra inequivocabile che nella casa delle due disabili le sparizioni di documenti contabili e la sparizione del libretto servono a mettere in difficoltà il figlio della matriarca ed a giustificare le alienazioni senza controllo disposte dalla novantunenne, ad un certo punto della storia, provvidenzialmente dichiarata “capace d’intendere e di volere”. Se il 16 giugno 2020 il figlio della vecchia ha manifestato ai Carabinieri il sospetto di circonvenzione d’incapace a cura d’ignoti, noi ce ne dichiariamo certi. Una persona perfettamente sana di mente non rinuncia a riscuotere per mesi la propria pensione, tra l’altro, data l’età avanzata, rischiando di creare problemi agli eredi in caso di suo decesso, neanche su consiglio di un avvocato. Gli stessi nostri elementi (e forse di più) deve avere avuto a disposizione il P.M. che ha spedito l’avviso di garanzia per simulazione di reato al nostro amico. Ed ecco ancora la cronologia che depone a favore dell’uomo. Lui, tra l’altro e non solo, ha depositato la richiesta di CTU per la madre il 21 ottobre 2020. In quella data riproduce anche una copia del memorandum relativo al prelievo fatto il 6 maggio 2019 per conto della sorella spillato al libretto postale n. xxxxxxxx a doppio nominativo da tempo “scomparso” (leggi 16 puntata). Il giorno successivo le varie carte sono a disposizione del P.M.. Il 23 ottobre del 2020, l’uomo riceve l’avviso di garanzia che lo “azzoppa” nel rapporto con il G.T. per la nomina dell’amministratore di sostegno per la novantunenne. Tornando all’analisi delle indagini effettuate possiamo documentatamente affermare che:

  1. Il notaio ed il suo collaboratore, “messi alla porta” il 10 giugno 2020 dalla vecchia e dalla di lei nipote, non sono mai stati ascoltati sul fatto strettamente connesso alla storia.
  2. Al medico che ha “abilitato” la vecchia ad agire (in favore di chi?) non è mai stato chiesto perché, pochi giorni prima di farlo, aveva prescritto per l’anziana donna visite geriatrica e psichiatrica.
  3. L’avvocato incontrato casualmente dal figlio a casa delle due donne disabili l’11 giugno 2020 non ha dovuto rispondere ad alcuna domanda.
  4. Le indagini sono state indirizzate solo per trovare imbrogli sui libretti postali e c.c., mai sospettati/denunciati dal nostro uomo.
  5. Qualcuno, non curandosi della fragilità (ampiamente documentata) della donna più giovane ha tentato di asservirla alle proprie tesi contro il fratello (suo procuratore generale dal 2013), per un prelievo del quale la stessa era a conoscenza. I soldi erano e continuano ad essere soldi suoi (non della madre).
  6. Dichiarazioni non vere, presenti nell’escussioni delle persone informate dei fatti, sono assurte al rango di VERITA del P.M. con una leggerezza che, dati i tempi necessari, le contingenze e gli strumenti di cui può disporre attualmente il (cittadino?) italiano per difendersi da certi (errori?), nonché per chiedere riparazione, deve preoccupare chiunque.

6/12/2020 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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