Entrare in conflitto con gli avvocati A.d.S. di mestiere significa finire all’inferno allestito da una certa magistratura, sotto ogni profilo, la peggiore che abbia esercitato ed eserciti la giurisdizione nell’Italia repubblicana, in collusione con l’avvocatura e l’indotto che attingono inverecondamente nella mangiatoia dei conflitti familiari artatamente costruiti e dolosamente alimentati. Forse il nostro amico, attualmente reclamante in Corte di Cassazione, a sua insaputa, è stato messo in corsa affinché possa battere qualche particolare record del settore giurisdizionale. C’è chi ha riportato il calendario indietro di tre anni, quando il tribunale, tramite carabinieri e guardia di finanza, fece le pulci all’istante, per imputargli un qualche reato e, con notevole sforzo creativo, scartandone altri, poi individuò l’illecito da lui commesso (simulazione di reato). Adesso si ricomincia da capo.
La sua incredibile vicenda è formalmente iniziata con un’istanza al GT competente ed una denuncia ai carabinieri. Ricordiamo al lettore che l’uomo è già sotto processo perché accusato di simulazione di reato. Questa mattina gli è stata notificata l’esistenza di un’indagine a suo carico per altri tre reati: appropriazione indebita, peculato e circonvenzione di incapace (tutti consumati a danno della sorella amministrata da un A.d.S. esogeno).
C’è chi del Diritto se ne può sbattere come e quando vuole. Oggi sembra non essere più la norma giuridica (a cominciare da quella costituzionale) a stabilire il confine tra ciò che lecito e ciò che è illecito, tra ciò che è legittimo e ciò che è illegittimo ma, come dimostrano dei fatti quotidiani ciclici, lo spartiacque appare essere stabilito da qualunque magistrato lo desideri fare, “dipendente” o “indipendente” che sia. E contro questa piaga dilagante, che si somma alla complessità di individuare avvocati difensori “incorrotti”, al punto di sfacelo in cui è stato condotto il Paese nel volgere di un trentennio, non esiste difesa che tenga.

30/8/2023 Antonio Bertinelli