Giustizia 2023? un incubo (139 puntata)

L’amministrazione di sostegno lasciata nelle mani di professionisti è l’espediente giudiziario che, entrando d’imperio nelle famiglie, consente di affidare a degli estranei la gestione della vita e del complesso dei beni delle persone non autonome o strumentalmente dichiarate tali. L’ormai famigerata legge n.6/2004 sostiene un orribile sistema di dominio psico-neuro-sanitario-giudiziario-economico-parassitario. Tutte le persone, senza distinzione, con qualche insufficienza sono a rischio di venire sottoposte a questo immondo trattamento. Il nostro amico, da anni finito nella ragnatela della tutela a causa delle vulnerabilità di due sue congiunte, ultimamente è costretto dalle circostanze a riesaminare tutto il materiale accumulatosi/smarritosi in tribunale per poi confrontarlo con quello contenuto nei suoi faldoni personali. Non accade soltanto nei processi come quelli celebrati contro i genitori di un ex premier o nei grandi dibattimenti del tipo ENI-Nigeria che spariscono fascicoli, documenti o prove. Esiste sempre il rischio di trovare qualche spiacevole novità per la quale, se proprio deve accadere che qualcuno paghi, paga di norma solo Pantalone. Alcuni magistrati non amano “perseguire”, anche se lo meritano, dei loro colleghi e dunque guardano da un’altra parte. Nell’amministrazione della giustizia a volte si parla di errori (sono troppi e troppo frequenti) ma non è raro che, in presenza di cantonate madornali o gravi negligenze, certe toghe facciano finta di non vedere pure l’azione dolosa di qualche collega. Grazie a certe “distrazioni” si tengono in piedi persino sistemi simili a quello di Bibbiano, per il quale ultimamente si sta addirittura tentando mediaticamente la “riabilitazione”. Constatava poco tempo fa Rosario Russo che, fatta eccezione per Luca Palamara, non si ha riscontro che “i suoi correi nella ‘congiura’ dell’Hotel Champagne, con tutte le gravissime e numerose scorrettezze documentate dalle famose chat siano stati (trattati e) sanzionati in sede disciplinare o abbiano subito il trasferimento d’ufficio“. In attesa di ricevere altri più rimarchevoli aggiornamenti ci limitiamo a fornire copia di alcuni documenti tornati sulla scrivania del “processato” necessari sia per affrontare lo svolgimento della mediazione in corso che per affrontare l’incredibile processo penale.

Il primo documento riguarda il “parere contrario” di un magistrato perché, non si sa bene dove e quando, il nostro amico era indagato per circonvenzione d’incapace. Non è poi così difficile finire in rovina per sviste uguali a questa.

AL NOSTRO AMICO HANNO CERCATO DI ACCOLLARE DIVERSI REATI, in ultimo gli hanno rifilato l’art. 367 c.p. (nel corso dei procedimenti per nominare A.d.S. terzi succede frequentemente che vengano incriminati cari amici o familiari del “beneficiando”) MA LUI NON E’ MAI STATO INDAGATO PER CIRCONVENZIONE D’INCAPACE !

Il secondo (riportato sulla puntata n. 139 bis) riguarda il giuramento dell’A.d.S. esogeno, con “ampliamento” del relativo incarico a cura del G.T., datato 31 gennaio 2022.

Tale “estensione” d’incarico, e non già la nomina di data antecedente (all’epoca reclamata in Corte d’Appello), è stata contestata, attraverso un reclamo “dilatorio” in tribunale, nei termini previsti (8 febbraio 2022). (riportato sulle puntate n. 139 ter e 139 quater)

IL COLLEGIO HA RITENUTO INAMMISSIBILE IL RECLAMO TARDIVO (SIC) !

2/7/2023 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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