Giustizia 2021? un incubo (43 puntata)

Oggi è stata consegnata alla posterità la foto di gruppo del governo guidato dall’ex presidente della BCE: quattro ministri sono del M5S, tre ciascuno sono del Partito Democratico, della Lega e di Forza Italia, uno ciascuno di Liberi-Uniti e di Italia Viva, otto sono tecnici di fiducia del premier. C’è chi ha aderito per convinzione europeista, chi per dare un segnale di “maturità politica”, chi richiamandosi ad un generico senso di responsabilità, chi per mettere il Paese “in sicurezza”. Durante le fasi propedeutiche, che hanno dato vita alla prevista ma mai sperimentata ammucchiata governativa, non è mancato, tra i rappresentanti politici, quello che, preparandosi a sostituire il proprio gagliardetto con quello del partito unico globalista, ha dato il proprio viatico chiamando in causa la necessità di allearsi per affrontare e risolvere i problemi degli Italiani. Nessuno della ciurma, nessuna ancella trasversale ha avuto la faccia di propinarci pure una sviolinata sul dettato costituzionale. E’ proprio con il progressivo e sempre più marcato discostarsi dalla Costituzione, lasciandosi guidare dal pilota automatico imposto dalla finanza, con l’inganno e con delle scellerate cooptazioni, che la politica ha prodotto in 25/30 anni lo stato di sofferenza generale in cui versano milioni di connazionali. La cosiddetta subalternità ai “vincoli esterni” ed il rapporto odierno tra Stato e mercato ci inducono a riesumare mnemonicamente le discussioni affrontate dai Padri Costituenti. Quanta attenzione, competenza e solennità si trova nell’Assemblea fondativa della nostra (ormai sepolta) democrazia. Giuseppe Dossetti non era un “sovversivo”, ma fu uno dei 556 deputati dell’Assemblea Costituente, poi membro della Commissione dei 75. Il deputato era un estimatore di Tommaso d’Aquino e guardava al potere politico costituitosi dentro lo Stato come alla fonte di un rischio permanente dal quale doversi cautelare. Per questo motivo il 21 novembre 1946, Dossetti presentò in Commissione la proposta relativa al “diritto di resistenza”. Queste le sue parole: “La resistenza individuale e collettiva agli atti dei poteri pubblici, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino”. Questa idea ben sottolineava quanto fosse imprescindibile per una democrazia che la cittadinanza venisse organizzata e vissuta come un’identità politica non soltanto giuridica (perché alla sua base stava l’obbligo morale di salvaguardare i fondamenti della sua stessa esistenza). L’idea, per quanto lungimirante e successivamente condivisa da altri parlamentari, si rivelò di difficile traduzione normativa. Alla vecchia intuizione del prof. Dossetti oggi fa da pendant la realtà costruita, dalla maggior parte dei politici “nati” e/o “cresciuti” prevalentemente dopo le vicende giudiziarie di “tangentopoli”, in qualunque “dependance” istituzionale con o senza beneplacito dei loro elettori-mandanti-padroni. A proposito di dependances, degne figlie di certa politica, ormai tanto socialmente sterile, quanto teatralizzata, torniamo a qualche narrazione giurisdizionale dei tempi che corrono. Siamo venuti a conoscenza che l’11 febbraio 2021 l’autorità di garanzia nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, sulla base dell’approfondimento effettuato, ha iniziato a valutare l’opportunità di mettere in atto un intervento di impulso nei riguardi dell’autorità giudiziaria affinché la complessiva situazione di vita del prof. Carlo Gilardi possa essere a breve nuovamente rivalutata. Secondo la “Cronaca di Lecco e dintorni” il professore sarà ascoltato dal Pubblico Ministero lunedi 15 febbraio. Per integrare la storia del reclamante, divenuto formalmente tale il 15 gennaio 2021, in omaggio alla trasparenza che caratterizza il nostro modo di porsi in rapporto con gli altri, mettiamo a disposizione del lettore un altro inedito. Si tratta dell’escussione del medico che l’11 giugno 2020 ha fatto le richieste di visite (geriatrica e psichiatrica) della vecchia disabile (adesso affidata ai servizi sociali comunali) ed il 21 luglio 2020 ha rilasciato alla nipote della donna un certificato medico in cui la definisce “in grado d’intendere e di volere”. Asseverazione grazie alla quale è stata firmata dalla vecchia invalida una procura speciale ad un avvocato. Al medico non è mai stato domandato perché per la novantunenne, il mese precedente alla dichiarazione di sua “idoneità” a firmare, aveva chiesto di suo pugno visite geriatrica e psichiatrica (vedi 24 puntata).

                       Legione Carabinieri xxxxxx

             Stazione di xxxxxxxxxxx Principale

VERBALE di sommarie informazioni rese ai sensi dell’art. 351 c.p.p. da xxxxxxxxxx, nato a xxxxxxxxx il xxxxxx ivi residente via xxxxxxxxx, medico di medicina generale specialista in neurologia, identificato con c.i. nr. xxxxxxxxxxx telef.xxxxxxxxx, recapito digitale pec per ricevere comunicazioni: xxxxxxxxxxxxxxxxx

Il giorno venerdì 4 settembre 2020, alle ore 16:45 negli uffici della Stazione Carabinieri di xxxxxxxxxxxxxx Principale – Avanti al sottoscritto Ufficiale di P.G. Mar. Magg. xxxxxxxxxxxxx, appartenente alla Stazione Carabinieri di xxxxxxxxxxxxx Principale, è presente la persona indicata in oggetto, la quale viene di seguito escussa in qualità di persona informata sui fatti in ordine alla delega d’indagine n.t. xxxxxxxxxxxx RGNR mod. 44

Preliminarmente, gli ufficiali ed agenti di PG verbalizzanti, danno atto di partecipare alla persona presente: che, per quanto a conoscenza dell’ufficio, non risulta coimputato del medesimo reato per quello oggetto del presente procedimento, né imputalo in un procedimento connesso ai sensi dell’art. 12 c.p.p. o collegalo a norma dell’art. 371, 2; lett. b), ammonendola a non rivelare né registrare informazioni/notizie concernenti l’odierna assunzione testimoniale, contravvenendo, in quel caso, al disposto dell’art. 379 bis C.P.; di portarla a conoscenza dell’obbligo di rispondere secondo verità in ordine ai fatti sui quali vengono richieste informazioni con l’avvertenza che eventuali reticenze o falsità potrebbero integrare i delitti di favoreggiamento, calunnia o false dichiarazioni in atti destinali all’Autorità Giudiziaria della facoltà previste di astensione prevista dagli artt. 199 e 200 del C.P.P. in relazione al 2° comma dell’art. 307 del C.P. e qualora ne ricorrano le condizioni è obbligata, ai sensi degli artt. 362 391 bis C.P.P., ad astenersi dal rendere informazioni sulle domande eventualmente formulate dal difensore o dal sostituto e sulle risposte date. Alla stessa viene altresì richiesto di specificare se abbia presentato eventuali denunce, querele od istanze nei confronti delle persone interessate alle indagini per le quali viene assunta o se risulti persona offesa dalle medesime o prossima congiunta di persone danneggiate dalle suddette;— Pertanto, viene invitata a fornire elementi di merito ed a rispondere alle domande che le vengono rivolte.

Pertanto la persona indicata in oggetto dichiara quanto segue ADR: “Non mi trovo. in alcuna delle condizioni che mi vengono descritte ed ho ben compreso i fatti” DOMANDA: Ci conferma di essere i] medico curante di xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx abitanti a xxxxxxxxxxx via xxxxxxxxxxx? RISPOSTA: Si—/

DOMANDA: Ci riferisce sulle condizioni di salute generale delle predette, se siano invalide certificate, se le stesse siano in grado di intendere e volere ovvero se siano in grado di fornire informazioni a questo Comando e se possono essere manipolate, raggirate, plagiate ovvero indotte a farsi consegnare denaro o altri valori da terze persone? RISPOSTA: Da circa 5 anni seguo le due signore e forse la xxxxxxxxxxxxxxxxx anche da più anni. La signora xxxxxxxxxxx soffre di una xxxxxxxxxxxxxxx che abbisogna di assistenza per adempiere alle normali funzioni quotidiane della vita, in particolare la sua xxxxxxxxxxx e le sue relazioni sociali che sono assenti. La stessa comprende il significato delle parole, può anche rispondere correttamente, ma il suo comportamento non le consente di vivere sola in quanto non ci sarebbero assicurazioni per quanto riguarda la sua xxxxxxxxx, il suo xxxxxxx e la gestione della casa. La stessa da qualche anno vive con la madre xxxxxxxxxxx che aimé pure lei soffre di cardiopatia scompensata e grave artrosi alle anche e alle ginocchia che compromettono la deambulazione. xxxxxxxxxxx a mio parere è capace di intendere e volere in quanto segue la figlia e si assicura che la figlia adempia ai suoi compiti soprattutto di xxxxxxxxx e assunzione della terapia anche lei (xxxxxxxxxx) assume la sua terapia regolarmente ed autonomamente senza aiuto alcuno. So che la figlia xxxxxxxxxx scende a fare la spesa da sola e fuma tante sigarette e rimane sempre sola senza alcuna relazione sociale.

DOMANDA: Le risulta se le due donne abbiano visite di altre persone e se abbia avuto mai confidenze in merito a consegne o vendite di beni, denaro, gioielli o valori da parte delle due donne in questione? — RISPOSTA: Ogni tanto per darle una mano so che va una loro nipote xxxxxxxxxxxxxx di circa 55 anni che si occupa delle pulizie domestiche e qualche volta l’ho vista in casa. Lei si occupa anche di prendere le ricette nel mio studio. La signora xxxxxxxxxx è ipoacusica, molto depressa e piange sempre e riferisce la sua disperazione alla situazione familiare che sta vivendo e dai colloqui che intraprende con me emerge un pensiero prevalente che è quello del rapporto con il figlio xxxxxxxx e del fatto che non riceverebbe risorse economiche a sufficienza per le sue esigenze.-

DOMANDA:-Riconosce i due certificati medici a sua firma che le esibiamo datati rispettivamente 11.06.2020 e 21.07.2020 e chi glieli ha richiesti? RISPOSTA: Il primo dell’11.6.2020 ricordo mi trovavo a casa di xxxxxxxxxxxxxx e c’era anche il figlio xxxxxxxx ed io ho redatto quel certificato che riguardava la salute fisica della paziente con il consenso della signora xxxxxxxxxxxxxxxxxx. II secondo del 21.07.2020 l’ho redatto in studio visto la impossibilità di deambulare di xxxxxxxxxxxxxx in occasione della prescrizione di alcune ricette per la signora xxxxxxxxxxxx ritirate dalla nipote xxxxxxxxxxxxxx alla quale è stato chiesto da xxxxxxxxxxxx di chiedermi una certificazione questa volta con l’aggiunta della capacità di intendere e volere. Il sottoscritto visitando la paziente (xxxxxxxxxx) una o due volte al mese, ero perfettamente consapevole delle condizioni psicofisiche della stessa, per cui ho redatto detto certificato rilasciandolo alla nipote suddetta.

DOMANDA:-Ha altro da aggiungere?- RISPOSTA:-Non ho altro da aggiungere a quanto sopra riferito.

Verbale chiuso alle ore 11:30 di oggi 4 settembre 2020, redatto in forma riassuntiva semplice.— Riletto confermato e sottoscritto in data e luogo ***********

13/2/2021 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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