Giustizia 2020? un incubo (25 puntata)

Non stiamo narrando “relato refero”, ma ciò che leggiamo direttamente o che ci viene puntualmente documentato. Rilevati i requisiti morali e professionali delle persone che la vecchia disabile ha incontrato negli ultimi mesi, vista l’opacità delle vicende giudiziarie in itinere, vista l’eccesssiva presunzione di correttezza professionale accordata dai P.M. agli avvocati del foro di xxxxxxxxxxxxxxxx, non possiamo che concordare con il figlio che ha cercato di mettere al sicuro quanto era ancora possibile fare prima della spoliazione integrale di madre e sorella. Dal nostro punto di vista l’uomo avrebbe dovuto prevedere gli eventi già qualche anno prima e non soltanto nel 2019. Con maggiore tempismo i preziosi di famiglia, quelli da non conservare come patrimonio ereditario, sarebbero rimasti beni rifugio da impiegare in caso di bisogno pressante. Ciò non è avvenuto. La vecchia, costretta dai suoi premurosi “tutori” a rimanere pure senza pensione da marzo 2020, sarà stata accontentata con un po’ di carta colorata della Bce.

Continuando l’analisi dei documenti presenti nel fascicolo del procedimento penale a carico del ricorrente/denunciante annotiamo che il 7 settembre 2020, con i C.C. presso la loro abitazione, hanno deposto la sorella e la madre di xxxxxxxxxxxxx.

La deposizione della sorella è molto stringata. Non rivolge alcuna accusa al fratello. Ricorda di averlo incaricato per lo svolgimento di alcune operazioni bancarie andate regolarmente a buon fine. Si sbaglia quando dice che non ha mai regalato soldi ad altri, tranne 150 euro alla cugina, perché per molti anni e fino all’anno scorso, ha mantenuto con larghezza un figlio gravemente malato. Non è precisa quando dice che il fratello le portava mille euro per volta e non le porta più soldi da quattro mesi. In realtà non esisteva una somma fissa periodica che il fratello le portava. In vero il fratello non le ha fornito soldi per tre mesi (luglio, agosto e settembre 2020) a causa del disordine subentrato in casa dopo l’inserimento dell’avvocato xxxxxxxxxxxx e della cugina nel ménage familiare. Per le domande relative alla sparizione di gioielli la donna invita il maresciallo dei C.C. a rivolgersi alla madre, lì presente. Ha dimenticato che anche lei aveva una bellissima collezione di collane e di anelli con pietre preziose.

Nella sua deposizione la matriarca dichiara che il figlio ha preso xxxxxxxx euro dal libretto postale cointestato con la figlia e li ha versati sul suo conto avvertendola con ritardo dell’operazione. Afferma che il figlio non le ha più portato soldi e così lei è stata costretta a vendere dei gioielli per vivere e pagare le bollette di casa. Riferisce che aveva incaricato la nipote di vendere i preziosi, la quale nipote poi le ha consegnato i ricavi dell’alienazione. Aggiunge che non ha mai dato soldi a nessuno, che regala dieci euro all’ora alla nipote per il suo aiuto. Conferma che ha incaricato l’avvocato xxxxxxxxxxxxx per farsi assistere.

In ossequio alla verità va detto che l’operazione del prelievo lamentato dalla vecchia è stata fatta alla luce del sole il 6 maggio 2019. Le pratiche e le firme per il ritiro dei soldi hanno dovuto forzatamente coinvolgere anche lei (cointestataria del libretto con carta d’identità depositata alle Poste scaduta). Alla donna è stato spiegato anche il motivo: in caso di suo decesso improvviso le Poste avrebbero colto l’occasione per trattenere i soldi della figlia sine die. Lei, come era precedentemente accaduto in altre circostanze, se ne è semplicemente dimenticata. Per rammentare visibilmente l’operazione ad entrambe le contitolari, il figlio allegò al libretto postale un memorandum da lui stesso sottoscritto il giorno stesso del trasferimento del denaro in qualità di procuratore generale della sorella. Dal già descritto blocco dell’erogazione pensionistica il figlio ha periodicamente fornito alla vecchia disabile tutti i soldi da lei richiesti. Solo alla “cacciata” del notaio, precedentemente incaricato di redigere una procura generale, avvenuta il 10 giugno 2020 con contestuale “assunzione” dell’avvocato xxxxxxxxxxx, l’uomo ha cessato di sobbarcarsi i gravami economici della madre, la cui non più adeguata affidabilità comportamentale, va detto per inciso, lo ha reso pure suo creditore. Se la vecchia disabile, il 10 giugno 2020, avesse continuato ad accordare fiducia al notaio e non ai suoi “salvatori” dell’ultima ora, avrebbe potuto velocemente riottenere la riscossione della pensione, la visura alle Poste per verificare se in effetti i BP che aveva cointestato insieme al marito defunto erano stati rubati, la messa in vendita della vecchia casa disabitata ed onerosa da mantenere, la definizione di diversi problemi burocratici pendenti, la preservazione dei suoi gioielli e quelli della figlia. Avrebbe evitato di spendere soldi inutilmente ed al figlio di diventare il bersaglio di un’indagine penale che, anche ai più sprovveduti, appare un po’ troppo “orientata”.

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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