Giustizia 2025? un incubo (191 puntata)

“La liturgia dell’autogoverno ha incoraggiato quei magistrati che parlano a nome di tutti gli altri a difendere lo status quo e lo fanno nascondendo le vere cause, addossando la colpa di delegittimare la Magistratura proprio a quei pochi “critici” che, a dire il vero, invece ne denunciano con cruccio le gravi colpe”. Siamo stati sempre strenui difensori dell’indipendenza della Magistratura, quella con la emme maiuscola. Spesso ci siamo soffermati sulle perplessità di diversi giuristi condividendone le attente analisi. Non richiamiamo le terribili confessioni del “traditore”, dott. Luca Palamara, ma ci sembra che l’azione del parlamentino dei magistrati sia troppo tenue, poco trasparente e totalmente domestica. Senza dimenticare altre voci autorevoli, riportiamo quanto ha detto recentemente Nicolò Zanon, professore di diritto costituzionale, ex vicepresidente della Corte Costituzionale e già consigliere del CSM: “Omissis si è però assistito ad un allargamento della sfera d’influenza del potere giudiziario e parallelamente al progressivo atrofizzarsi delle capacità d’intervento della rappresentanza politica democraticamente legittimata”. Viviamo tempi particolarmente bui. Davanti al nuovo medioevo che avanza, con la brutalità della legge del più forte e dei più corrotti, lo stato di diritto si ritrae ogni giorno che passa sempre di più. Per questo motivo abbiamo esitato prima di fornire ulteriori particolari alla storia che stiamo raccontando. Le interviste regolarmente rilasciate da alcuni magistrati propongono della categoria immagini e intenzioni che non rispecchiano la realtà vissuta drammaticamente sulla pelle delle persone costrette a fare esperienze di tribunale. Ricordiamo al lettore che il nostro amico, sentendosi pesantemente prevaricato dagli eventi giudiziari che lo riguardano, tra l’altro, ha denunciato di essere stato testimone e vittima di diversi reati, peculato incluso (leggi 164 puntata), ha fatto una denuncia alla procura della Repubblica di Perugia (leggi 171 puntata) ed ha fatto un esposto al CSM (leggi174 puntata).

Nel 2024 il CSM ha ricevuto 1715 notizie di illecito, ha avviato 80 azioni disciplinari.

Bilancio del CSM relativo al 2024: Le assoluzioni sono state 28, mentre i non luogo a procedere, a vario titolo (alcuni per abbandono della magistratura), sono stati 38. Le condanne sono state 24, dove la sanzione più frequentemente inflitta è costituita dalla censura (10 in tutto), seguita da 8 perdite di anzianità e 4 sospensioni dalle funzioni; due i magistrati colpiti dalla sanzione più grave, la rimozione. I provvedimenti cautelari adottati dalla Sezione disciplinare, su richiesta della Procura generale (anche relativa ad anni precedenti), sono stati 5 con sospensione dalle funzioni e dallo stipendio.

Riportiamo la risposta che il CSM ha dato al nostro amico per quanto in quella sede lo stesso ha esposto, da noi integralmente riportato nella 174 puntata:

UN LETTORE CI HA FATTO NOTARE CHE SUL DOCUMENTO DEL CSM IL NOME DELL’AVVOCATO E’ ERRATO (E’ STATO SCRITTO Cristina ANZICHE’ CATERINA)

4/4/2025 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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