Giustizia 2024? un incubo (158 puntata)

Il 18 aprile scorso, facendo parte dei tredici promotori, abbiamo depositato, in Corte di Cassazione, la Proposta di Legge di riforma dell’amministrazione di sostegno. Come d’abitudine, siamo stati snobbati dalla stampa di regime, sempre premurosa nel nascondere sotto il tappeto l’immondizia generata all’interno o nelle adiacenze del Palazzo. E’ stata ormai oltrepassata e accantonata l’idea di un’informazione “antagonista”, che assuma il ruolo di “watchdog” nei confronti di qualunque potere, inclusi i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. I giornalisti dei canali, dei mezzi, dei prodotti comunicativi più radicati e con un più ampio spettro di diffusione, che godono di un maggior grado di penetrazione nel tessuto sociale sono i gran ciambellani dei centri di potere nazionali e sovranazionali. Se così non fosse, osservando il Paese reale, dovrebbero riconoscere, ad esempio, che i magistrati senza parrocchia di riferimento sono del tutto ininfluenti nelle scelte di politica giudiziaria dell’associazione di categoria, sono tanto inutili quanto lo sono le esternazioni esortative dell’oracolo siculo. C’è la congiura del silenzio sul tracciato della Convenzione ONU e sulla legge n. 18/2009. Nel 2016 l’Italia è stata richiamata dal Comitato delle nazioni perché consente sistematicamente la “sostituzione” delle persone con disabilità (assodate o supposte) attraverso “amministratori” fiduciari dei giudici tutelari che decidono per loro in tutto e per tutto, anche sulle scelte mediche da effettuare. La prassi applicativa giudiziaria della legge n. 6/2004 origina frangenti spaventevoli: “Internamenti“ forzati in strutture sanitarie; impossibilità di avvalersi di una difesa legale; separazione brutale da familiari, congiunti di fatto e amici; cinica sordità di fronte alle più svariate esigenze esistenziali; coercizione farmacologica con aggiramento delle garanzie stabilite dalla disciplina del trattamento sanitario obbligatorio (TSO)”. In poche parole è lo spirito del peggiore totalitarismo che si concretizza in tragici eventi a scapito dei predestinati, ossia degli “inutili”, se con significativo patrimonio. Tolti i variegati servizi di intelligence che dragano senza sosta anche il Web, chi ha mai ipotizzato  gravi carenze di terzietà giudicante o, più generalmente, pregiudizievoli anomalie comportamentali dei magistrati in sede di volontaria giurisdizione, al fine di metterci almeno una pezza? Ci sono migliaia di storie che raccontano fatti incredibili. Singolare è quella accaduta all’avvocato Gioacchino Di Palma che, avendo ottenuto il mandato alla difesa da una donna con AdS, si è visto condannare al pagamento delle spese processuali perché la delega firmata dall’amministrata è stata ritenuta inesistente sia dal tribunale che dalla corte d’appello. La condanna alle spese processuali, ai sensi dell’articolo 91 del codice di procedura civile, va pronunciata nei confronti della parte soccombente e non del difensore, salvo che questi abbia agito quale rappresentante processuale di un altro soggetto senza essere investito del relativo potere, nel caso di inesistenza della procura ad litem o falsa o rilasciata da soggetto diverso da quello dichiaratamente rappresentato o per processi o fasi di processo diverse da quello per il quale l’atto è speso. Eppure il patrocinante, che (è il caso di dire) tenterà ancora la sorte in Corte di Cassazione, deve pagare venticinquemila euro! Nel linguaggio mafioso la testa di un animale mozzato è chiaramente un avvertimento di morte. In altri contesti, seppure inequivocabili, vengono lanciati altri tipi di metamessaggi. A Roma, a Piazza Cavour abbiamo sentito diversi racconti che rendono bene l’idea del fenomeno sommerso. La maggioranza dei familiari e altre persone coinvolte dalla prassi giudiziaria connessa all’istituto giuridico dall’amministrazione di sostegno subiscono le angherie del sistema tacendo, per paura di vendette, per non essere coinvolti in lunghe e onerose vicende che obbligano, quasi sempre, a percorrere senza speranza i tre gradi di giudizio. Facendo leva sul potere sanzionatorio “corazzato” dello Stato, gli AdS ed i giudici possono forzare qualunque norma per “vincere” qualunque battaglia stia loro a cuore, ça va sans dire, con ritorni palpabili. Alcuni familiari dei cosiddetti “beneficiati” dalla legge “Cendon”, mortificati dall’indesiderata consuetudine giurisdizionale, rinunciano perché si vergognano.

Riprendiamo la consueta cronaca contestando l’insussistenza del fatto che la procura della Repubblica attribuisce al nostro amico. Lo facciamo, invertendo l’ordine di esposizione rispettato nella memoria difensiva depositata in tribunale, tralasciando, per il momento, alcuni aspetti tecnici, pur importanti, balzando su ciò che può maggiormente interessare al lettore: i soldi movimentati tra i due germani dal 2018 in poi. Abbiamo ritenuto che la trascrizione della particolareggiata analisi fosse una lettura più coinvolgente rispetto alla disamina di tutti gli atti compiuti autonomamente dalla beneficiata nel periodo in osservazione da parte della procura della Repubblica. L’analisi ragionieristica successiva è sconsigliata a chi non ha la visione o la pazienza tipica del contabile. Verrà mai letta da chi dovrebbe per dovere d’ufficio?

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  1. INSUSSISTENZA DEL FATTO: AVVENUTA CONSEGNA DI TUTTE LE SOMME DI DENARO GESTITE DAL DOTT. XXXX ALLA SORELLA, COME ATTESTATO DA QUIETANZE DI PAGAMENTO.

La persona YYYY che è stata  capace di porre in essere atti che richiedono un confronto “vis à vis” con pubblici ufficiali (come nel caso della rinuncia all’eredità davanti al notaio FFFF) o con legali (come nel caso della nomina firmata all’Avv. SSSS) o con appartenenti alle Forze dell’Ordine (come nel caso dell’Ufficiale di P.G. CCCC- Carabinieri di VVVV, è stata altresì capace di ordinare al fratello tutti i prelievi che sono avvenuti, e di incassare in proprio le relative somme, restando esclusa ogni ipotesi di appropriazione indebita.

  1. L’ ANALISI DEI MOVIMENTI DI DENARO – IN RAPPORTO CON LE QUIETANZE RILASCIATE DALLA SIGNORA YYYY – NEL PERIODO 2018/2022 DI CUI ALLA CONTESTAZIONE.

Occorre analizzare punto per punto i prelievi contestati ed indicati nell’avviso 415 bis c.p.p. dalla procura della Repubblica:

  1.  contestazione n. 3: somme prelevate dal conto corrente Unicredit spa n. xxxxx intestato alla sig.ra YYYY a partire dall’anno 2018 fino all’anno 2022

I prelievi contestati dalla procura della Repubblica presso il Tribunale dal conto corrente UNICREDIT SPA n. xxxxx intestato a YYYY sono stati effettuati da due carte differenti: nell’anno 2018-2019 vpay carta 1261, nei successivi anni 2020-2022 vpay carta 3462.

Sull’utilizzo di due carte differenti è necessario precisare che:

la sig.ra YYYY, percipiente di assegno mensile pensionistico, negli anni 2018 e 2019 provvedeva personalmente a prelevare le somme di danaro dal proprio conto corrente, servendosi della carta vpay carta 1261.  Tali importi, pari ad euro mensili 2000,00 circa venivano utilizzati per le spese quotidiane e per ogni altra evenienza.

Soltanto a partire dall’anno 2020, il Dott. XXXX   ha iniziato ad aiutare la sorella nei prelievi bancari, utilizzando una nuova carta visa n. 3462.

Nel dettaglio, si precisa:

  • Anno 2018:

03.01.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.02.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.03.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

03.04.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

02.05.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.06.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.07.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.08.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.09.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.10.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.11.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.12.2018: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

L’importo complessivo prelevato è pari ad euro 24.000,00 nell’anno 2018.

Ulteriormente, nell’anno 2018, la procura della Repubblica contesta anche l’emissione di determinati assegni dal conto corrente UNICREDIT SPA di YYYY n. xxxxx e versati sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX. Nel dettaglio:

contestazione n. 4: “in data 27.03.2018 è stato addebitato sul conto Unicredit spa intestato alla sig.ra YYYY n. xxxxx l’assegno n. 3704907836, emesso per un importo pari ad euro 15.000,00 ed in pari data, sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX risulta versato un titolo di importo pari ad euro 15.000,00”

contestazione n. 5: “in data 28.03.2018 è stato addebitato sul conto Unicredit spa intestato alla sig.ra YYYY n. xxxxx l’assegno n. 3704907840, emesso per un importo pari ad euro 15.000,00 ed in data 29.03.2018, sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX risulta versato un titolo di importo pari ad euro 15.000,00”

A riguardo,

  1. circa i prelievi effettuati con carta vpay 1261 Unicredit (contestazione 3), nessun addebito può essere posto a carico del XXXX considerato che la carta in questione era ad uso esclusivo della sig.ra YYYY, la quale prelevava autonomamente dal proprio conto corrente le somme oggetto di contestazione da parte della Procura. Le stesse comunicazioni dei movimenti effettuati avvenivano a mezzo “SMS” sull’utenza telefonica di YYYY;
  • circa gli assegni versati sul conto postale del XXXX (contestazione 4 e 5) – per un importo complessivo pari ad euro 30.000,00 –si precisa: il XXXX come da prassi consolidata con la propria germana, provvedeva a consegnare determinate somme in contanti alla sig.ra YYYY (cfr quietanze di pagamento attestanti la consegna di denaro liquido), la quale successivamente restituiva le somme ricevute mediante assegni bancari.

Nell’anno 2018, difatti, la sig.ra YYYY ha ricevuto le seguenti somme in contanti, come da quietanze di pagamento qui elencate (cfr all. 10)

14.03.2018: YYYY riceveva la somma in contanti di 15000 euro

28.03.2018: YYYY riceveva la somma in contanti di 25000 euro

28.03.2018: YYYY riceveva la somma in contanti di 2500 euro

21.09.2018: YYYY riceveva la somma in contanti di 700 euro

L’importo totale delle quietanze è pari ad euro: 43.200,00. Tale importo ricevuto veniva restituito da YYYY mediante i due assegni qui contestati (n. 3704907836, di euro 15.000,00 e n. 3704907840 di euro 15.000,00) complessivi di euro 30.000,00.

Matematicamente parlando, il Dott. XXXX ha ricevuto una somma inferiore rispetto a quella effettivamente consegnata alla sorella (a fronte dei 43.200,00 euro dati riceveva la somma complessiva di euro 30.000,00, vantando dunque, un credito di euro 13.200,00)

  • Anno 2019

04.01.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.02.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.03.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.04.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

02.05.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.06.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 1.000,00

01.07.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.08.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.09.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.10.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.11.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

03.12.2019: preliev vpay carta 1261 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

L’importo complessivo prelevato è pari ad euro 23.000,00 nell’anno 2019.

Analogamente, per l’anno 2019, la procura della Repubblica contesta l’emissione di determinati assegni dal conto corrente UNICREDIT SPA di YYYY n. xxxxx e versati sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX. Nel dettaglio:

contestazione n. 6: “in data 25.02.2019 è stato addebitato sul conto Unicredit spa intestato alla sig.ra YYYY n. xxxxx l’assegno n. 3742774161, emesso per un importo pari ad euro 15.000,00 ed pari data, sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX risulta versato un titolo di importo pari ad euro 15.000,00”

contestazione n. 7: “in data 25.02.2019 è stato addebitato sul conto Unicredit spa intestato alla sig.ra YYYY n. xxxxx l’assegno n. 3742774162, emesso per un importo pari ad euro 14.900,00 e pari data, sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX risulta versato un titolo di importo pari ad euro 14.900,00”

                     Parimenti, per l’anno 2019 si precisa quanto segue:

  1. circa i prelievi effettuati con carta vpay 1261 Unicredit (contestazione 3), nessun addebito può essere posto a carico del XXXX considerato che la carta in questione era ad uso esclusivo della sig.ra YYYY, la quale prelevava autonomamente dal proprio conto corrette le somme oggetto di contestazione da parte della Procura. Le stesse comunicazioni dei movimenti effettuati venivano trasmesse sull’utenza telefonica di YYYY;
  2. circa gli assegni versati sul conto postale del XXXX (contestazione 6 e 7) – per un importo complessivo pari ad euro 29.900,00 – nuovamente si precisa: il Dott. XXXX, come da prassi consolidata con la propria germana, provvedeva a consegnare determinate somme in contanti alla sig.ra YYYY (cfr quietanze di pagamento attestanti la consegna di denaro liquido), la quale successivamente restituiva le somme ricevute mediante assegni bancari.

Nell’anno 2019 la sig.ra YYYY ha ricevuto le seguenti somme in contanti, come da quietanze di pagamento qui elencate (cfr all.11)

26.02.2019: YYYY riceveva la somma in contanti di 25.000,00 euro

12.06.2019: YYYY riceveva la somma in contanti di 250 euro

31.07.2019: YYYY riceveva la somma in contanti di euro 800 euro

03.09.2019: YYYY riceveva la somma in contanti di euro 3000 euro

05.12.2019: YYYY riceveva la somma in contanti di euro 5000 euro

L’importo totale delle quietanze è pari ad euro: 34.050,00.  Tale importo ricevuto veniva restituito da YYYY mediante in due assegni qui contestati (n. 3742774161 di euro 15.000,00 e n. 3742774162 di euro 14.900,00) complessivi di euro 29.900,00.

Matematicamente parlando, il XXXX ha ricevuto una somma inferiore rispetto a quella effettivamente consegnata alla sorella (a fronte dei 34.05,00 euro dati riceveva la somma complessiva di euro 29.900,00, vantando dunque, un credito di euro 4.150,00)

                     Anno 2020

03.01.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.02.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

13.03.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 500,00

28.03.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1.500,00

01.04.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1.000,00

04.05.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.06.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.07.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

12.10.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1.000,00

19.11.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1.000,00

07.12.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

21.12.2020: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

L’importo complessivo prelevato è pari ad euro 19.000,00 nell’anno 2020.

Analogamente, per l’anno 2020, la procura della Repubblica contesta l’emissione di determinati assegni dal conto corrente UNICREDIT SPA di YYYY n. xxxxx e versati sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb de Dott. XXXX Nel dettaglio:

contestazione n. 8: “in data 01.12.2020 è stato addebitato sul conto Unicredit spa intestato alla sig.ra n. xxxxx l’assegno n. 3742774165, emesso per un importo pari ad euro 6.500,00 e pari data, sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX risulta versato un titolo di importo pari ad euro 6.500,00”

contestazione n. 9: “in data 24.12.2020 è stato addebitato sul conto Unicredit spa intestato alla sig.ra YYYY n. xxxxx l’assegno n. 3742774166, emesso per un importo pari ad euro 14.900,00 e pari data, sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX risulta versato un titolo di importo pari ad euro 14.900,00”

Parimenti, per l’anno 2020 si precisa quanto segue:

  1. circa i prelievi effettuati con carta visa 34621 Unicredit:

a partire dall’anno 2020, il XXXX ha iniziato ad aiutare la sorella YYYY nei prelievi bancari a mezzo della nuova carta visa n.3462 Unicredit.

Tali somme prelevate dal XXXX venivano successivamente consegnate alla sorella, la quale rilasciava quietanza di pagamento attestante la ricezione dell’importo richiesto;

  • circa gli assegni versati sul conto postale del XXXX (contestazione 8 e 9) – per un importo complessivo pari ad euro 21.400,00 – nuovamente si precisa: il XXXX, come da prassi consolidata con la propria germana, provvedeva a consegnare determinate somme in contanti alla YYYY (cfr quietanze di pagamento attestanti la consegna di denaro liquido), la quale successivamente restituiva le somme ricevute mediante assegni bancari.

Nell’anno 2020 la sig.ra YYYY ha ricevuto le seguenti somme in contanti, come da quietanze di pagamento qui elencate (cfr all.12)

09.01.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 5000 euro

10.02.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 5000 euro

02.03.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 7000 euro

10.06.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 12000 euro

12.10.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

19.11.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

07.12.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

24.12.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 25000 euro

27.12.2020: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

L’importo totale delle quietanze è pari ad euro 58.000,00. Tale importo ricevuto veniva restituito da YYYY mediante i due assegni qui contestati (n. 3742774165 di euro 6.500,00 e n. 3742774166 di euro 14.900,00) complessivi di euro 21.400,00.

Alla cifra di 21.400,00 va aggiunto l’importo complessivo dei prelievi effettuati con carta visa 3462 dal Dott. XXXX per conto della sorella YYYY, pari ad euro 19.000,00. Totale: 40.000,00

Matematicamente parlando, il Dott. XXXX ha ricevuto una somma inferiore rispetto a quella effettivamente consegnata alla sorella (a fronte dei 58.000,00 euro dati riceveva la somma complessiva di euro 40.000,00 vantando dunque, un credito di euro 18.00,00)

Anno 2021

01.02.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

02.02.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.03.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

04.03.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.04.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

02.04.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 310,00

03.05.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

01.06.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

04.06.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1.000,00

28.06.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 500,00

01.07.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

30.07.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1.000,00

04.08.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

19.08.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 820,00

01.09.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

12.09.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 500,00

01.10.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

03.10.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 300,00

06.10.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 350,00

02.11.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

07.11.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 500,00

01.12.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

02.12.2021: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

L’importo complessivo prelevato è pari ad euro 33.280,00 nell’anno 2021.

Ulteriormente per l’anno 2021, la procura della Repubblica contesta il prelievo di 23.791,16 euro dal conto libretto risparmio di YYYY n zzzzz e successivamente versato sul conto corrente delle Poste Italiane spa n. bbbbb di XXXX. Nel dettaglio:

Contestazione n. 2: “ il 22.02.2021 di 23.791,16 euro prelevati in contanti dal libretto di deposito a risparmio intestato a YYYY nr. zzzzz e versati sul proprio cc bbbbb (entrambi i rapporti accesi su Poste Italiane)”

  1. circa i prelievi effettuati con carta visa 34621 Unicredit :

come già ampiamente esposto, a partire dall’anno 2020, il Dott. XXXX ha iniziato ad aiutare la sorella YYYY nei prelievi bancari a mezzo della nuova carta visa n.3462 Unicredit. Le somme prelevate dal XXXX venivano successivamente consegnate alla sorella, la quale rilasciava quietanza di pagamento attestante la ricezione dell’importo richiesto;

  • circa l’ulteriore somma di euro 23.791,16 versata sul conto postale del XXXX (contestazione 2) si precisa: il XXXX , come da prassi consolidata con la propria germana, provvedeva a consegnare determinate somme in contanti alla sig.ra YYYY (cfr quietanze di pagamento attestanti la consegna di denaro liquido), la quale successivamente restituiva le somme ricevute mediante assegni bancari o in contanti come in tal caso.

Nell’anno 2021 la sig.ra YYYY ha ricevuto le seguenti somme in contanti, come da quietanze di pagamento qui elencate (cfr all.13)

01.02.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

23.02.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 25000 euro

01.03.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

01.04.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

01.05.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

03.06.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

28.06.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

27.07.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

29.08.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

30.09.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

28.10.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 1000 euro

15.11.2021: YYYY riceveva la somma in contanti di 5000 euro

L’importo totale delle quietanze è pari ad euro 40.000,00.  Tale importo ricevuto veniva restituito da YYYY mediante l’accredito su conto postale di XXXX della somma di euro 23.791,16

Matematicamente parlando, il Dott. XXXX ha ricevuto una somma inferiore rispetto a quella effettivamente consegnata alla sorella (a fronte dei 40.000,00 euro dati riceveva la somma complessiva di euro 23.791,16 vantando dunque, un credito di euro 16.208,84)

Anno 2022

03.01.2022: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 1090,00

05.01.2022: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 2.000,00

16.01.2022: prelievo carta visa 3462 Unicredit atm pari ad euro 500,00

L’importo complessivo prelevato è pari ad euro 3590,00 nell’anno 2022.

1.circa i prelievi effettuati con carta visa 34621 Unicredit:

come già ampiamente esposto, a partire dall’anno 2020, il XXXX ha iniziato ad aiutare la sorella YYYY nei prelievi bancari a mezzo della nuova carta visa n.3462 Unicredit. Le somme prelevate dal XXXX venivano successivamente consegnate alla sorella, la quale rilasciava quietanza di pagamento attestante la ricezione dell’importo richiesto (cfr all. 14 quietanza del 28.01.2022 relativa alla consegna di 1000 euro)

Il riepilogo dei crediti annualmente vantati dal XXXX nei confronti della sorella può essere così riassunto

anno 2018: 13.200,00

anno 2019: 4.150,00

anno 2020: 18.000,00

anno 2021: 16.208,84

Per un totale credito vantato pari a: 51.558,84 euro

  • contestazione n. 1: importo di euro 45.000,00 prelevato in contanti dal conto di deposito risparmi cointestato YYYY – KKKK n. eeeee e versati in pari data sul proprio cc bbbbb (entrambi i rapporti accesi su Poste Italiane).

La procura della Repubblica pone a carico del XXXX un ulteriore prelievo di danaro in contanti di 45.000,00 euro dal libretto di deposito risparmi cointestato a KKKK e YYYY e versati sul proprio conto corrente.

Il Dott. XXXX, come già detto, si occupava anche dei prelievi bancari e postali per conto delle congiunte al fine di garantire loro somme di denaro in contanti (per cifre corrispondenti ad un tenore di vita più che agiato) che occorrevano per le spese correnti di ogni genere.

Ebbene nel maggio 2019 il Dott. XXXX si trovò di fronte ad una serie di difficoltà burocratiche frapposte dalle Poste Italiane ogniqualvolta lo stesso operava prelievi dal libretto. Per qualche giorno non gli fu possibile prelevare del denaro richiesto dalla sorella (in quanto dalla fotocopia della carta d’identità della madre depositata nell’ufficio postale il documento risultava scaduto). Risolto faticosamente il problema si convenne in famiglia che non era possibile esporsi nuovamente all’impossibilità di disporre dei soldi al bisogno, rimanendo soggetti alle disposizioni (ed ai tempi) imposti dall’ufficio postale. A questo punto, senza alcun imbarazzo – dal momento che la logica dei rapporti familiari come quello in discorso è lontana dalle preoccupazioni di allontanare “sospetti” di appropriazione, essendo orientata all’essere e non al sembrare – fu deciso di trasferire la somma di € 45.000,00 sul conto corrente del Dott. XXXX, avendo così quest’ultimo piena facilità di movimento e di gestione del danaro, sempre nell’interesse delle due donne. Di tale trasferimento il Dott. XXXX si premurava di lasciare tracce ben visibili, mediante sua dichiarazione scritta, proprio per agire nella più piena trasparenza, per evitare che detta operazione passasse sotto silenzio e per rispetto alle congiunte. D’altronde il XXXX non ha taciuto o cercato di nascondere tale trasferimento di danaro, né alla madre e alla sorella né alle autorità giudiziarie.

Come ampiamente dimostrato dai conteggi effettuati, emerge un “credito” del Dott. XXXX (con riferimento agli importi versati dalla sorella nell’arco temporale 2018’ – 2022) pari ad Euro 51.558,84. Diviene dunque evidente che i 45.000,00 Euro “collocati” per le ragioni esposte, sul conto corrente del Dott. XXXX sono stati ampiamente ed integralmente restituiti a YYYY. L’ulteriore differenza di 6.500,00 circa (“a vantaggio” del Dott. XXXX) si spiega per un verso tenendo conto che occasionalmente anche negli anni 2018/2019 può essere accaduto che il Dott. XXXX ricevesse la carta bancomat dalla sorella per effettuare qualche prelievo, per altro verso considerando che – nell’ambito del rapporto di affetto esistente – nessuna contabilità minuta è mai stata tenuta. Dunque, nessuna appropriazione indebita è stata compiuta dall’odierno indagato a danno della sorella YYYY.

20/4/2024 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

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