Giustizia 2021? un incubo (49 puntata)

Per Stato s’intende un’entità politica sovrana, costituita da un territorio, da una popolazione e da un ordinamento giuridico composto da organismi e norme. Gli elementi costituenti dello Stato sono tre: popolo, territorio e governo. Guardando a queste caratteristiche identificative non ci sembra che nel nostro Paese si sia realizzata e conservata la necessaria sovranità per avere un’organizzazione politica al servizio dei cittadini. Esiste il potere legislativo, il potere esecutivo ed il potere giudiziario e, con essi, come per lo stesso Stato, la difficoltà a trovare degli aggettivi qualificativi che ne connotino la natura estrinseca. Secondo i filosofi T. Hobbes e G. W. F. Hegel lo Stato “etico” è quello che mira alla realizzazione concreta del bene universale. Se usassimo questo aggettivo chiunque potrebbe facilmente replicare che i principi della morale sono per loro natura incerti e non sempre rappresentativi di valori condivisi, dunque conflittuali. Qualcun altro potrebbe obiettare che nel passato spesso l’invocazione di principi etici ha giustificato il ricorso all’uso della forza e della guerra. A prescindere dalla qualità operativa delle varie emanazioni istituzionali, quanto meno nel linguaggio del sentire comune, non ci sembra adeguato definire “etico” uno Stato biscazziere. In Italia il gioco, eufemisticamente definito “con vincita di denaro”, rappresenta la terza impresa del Paese contribuendo al 4% del PIL. Volendo in questa sede stigmatizzare l’azione di qualche magistrato, non vorremmo equivocare e dunque lasceremo al lettore la scelta dell’aggettivo. Centinaia di uomini e donne sono finiti in carcere ingiustamente. Una delle tante vicende è quella dell’ex sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio. Passando ai trattamenti sanitari obbligatori, che i giudici tutelari debbono convalidare con decreto motivato entro quarantotto ore dal ricovero, ci sovvengono troppe tragedie dimenticate, come quella di Massimiliano Malzone. Volgiamo lo sguardo alla giustizia applicata in famiglia e troviamo le storie delle vittime della Val d’Enza. Allarghiamo la panoramica e ricordiamo la storia di Ezio Pirrone, accusato di abusi sessuali sulla propria bambina, poi quella del professionista di Alatri e di sua figlia tredicenne, allontanata da lui, affidata ai sevizi sociali e collocata presso la madre affetta da conclamati disturbi psichiatrici. Solo incidentalmente ricordiamo l’esemplarità di un altro evento: https://www.lafionda.com/i-giudici-gli-riducono-lassegno-di-mantenimento-ora-deve-pagare-di-piu/. C’è l’enorme potere che il famigerato art. 403 del Codice Civile conferisce alla pubblica autorità, quindi alle assistenti sociali in quanto braccio esecutivo della magistratura dagli allontanamenti familiari facili. Andando con il pensiero ai tanti rimasti senza volto, ingoiati dal buco nero della giustizia, ricordiamo il dramma del prof. Carlo Gilardi “incarcerato” dentro una RSA di Lecco. Nel quadro della reclamata indipendenza del potere giudiziario si trova di tutto, si spazia dalla lodevole azione del magistrato integerrimo all’arbitrio di quello fidelizzato da qualche parrocchia, non ultima quella sensibile al fruscio delle banconote. Purtroppo il verbo globalista ci ha portato anche alla progressiva espansione del potere giudiziario su scala mondiale. In altri paesi il debordare della giurisdizione trova un argine in contropoteri politici sorretti da un vasto consenso popolare, in Italia assume invece dei contorni mostruosi. Non lo diciamo perché siamo assertori di un formale controllo governativo/politico dell’amministrazione della giustizia (non lo siamo mai stati), ma lo diciamo perché il potere della magistratura sta dilagando senza limiti, nel segno dell’impunibilità e senza alcun ritorno per il cittadino, specialmente per quello più debole. Abbiamo apprezzato magistrati persuasi che la ragione non conosce padroni, non conosce ideologie e dà il coraggio per sostenere le soluzioni che si propongono durante il confronto con altri colleghi, senza sicumera, senza farsi incantare dalle sirene di una giurisdizione soggettiva, avendo come bussola l’equità ed il Diritto. Quanti ce ne saranno ancora? E’ già una fortuna quando in tribunale si trova almeno un pò di diligenza in luogo di infastidita approssimazione. Cosa succede al cittadino quando, ad esempio, incontra il magistrato “scoppiato”, che vaga per i corridoi grigi del tribunale con lo sguardo perduto nel vuoto? Procedendo di caso in caso, s’incontra la storia del nostro reclamante estromesso dalla vita di madre e sorella, entrambe malate (per condotte censurabili?). E chi fornisce la patente di irreprensibilità? Un magistrato (e solo lui) che sospetta (o fa finta?) che l’uomo racconti bugie? Checché ne pensi il lettore, qualunque aggettivo voglia egli usare, non riteniamo essere uno Stato “etico” quello che ope legis ha assegnato alla magistratura la “protezione” della famiglia, producendo nel fluire del tempo una serie di calamità. Se il legislatore fu animato da buoni proponimenti, parafrasando Samuel Johnson, possiamo confermare che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Il ruolo istituzionale non è garanzia di autorevolezza, né riparo dal rischio di subire scempi. Fa fede anche la storia che stiamo narrando, partita da un gravissimo pregiudizio: chi, il 16 giugno 2020, ha effettuato una denuncia ha riferito menzogne perchè nel mondo odierno, quello immaginato dai P.M., gli irreprensibili con marchio doc  vanno di casa in casa a soccorrere i poveri vecchi abbandonati, a portare via tutte le cianfrusaglie ingombranti, a cercare i BPO che non trovano più, ad aiutarli a vendere i gioielli di famiglia per la trascuratezza della prole che non porta loro la pensione, a suggerire loro di non firmare procure ai figli ma di affidarsi ai buoni uffici derivanti dalle loro competenze giuridiche, a farli barricare in casa e/o a far loro cambiare la serratura delle abitazioni per non consentire l’ingresso dei figli “degeneri”, ad offrire assistenza legale e così via beneficiando, alla faccia di chi invece pensa così male da presentare “pretestuose” ed “immotivate” segnalazioni. In questa avventura, d’un sol colpo, per arrivare ai soldi di due invalide, almeno sulla carta, è stata cinicamente distrutta la limpida reputazione di un uomo. Per qualcuno è diventato un minus habens che va a fare denunce per ricrearsi ed è meno credibile di una ultranovantenne psichiatricamente instabile. Ma non c’è limite al peggio, Pio Del Gaudio è stato prelevato in casa alle quattro di mattina da un gruppo di agenti coperti con il passamontagna. Nella nostra realtà, durante la battuta di caccia, dopo l’azione dei battitori: (una parente furba, un avvocato navigato ed un indecifrabile medico, dei quali abbiamo già parlato) la selvaggina braccata e ferita è ormai prossima a ricevere il colpo di grazia. Il nostro reclamante, intenzionato a non rischiare un’ulcera gastroduodenale, ha delegato l’avvocato per consegnare al G.T. l’istanza che ha già predisposto per l’udienza dell’8 marzo 2021, dedicata alla sorella. Per comprensibili ragioni di opportunità il testo verrà pubblicato in tempi successivi. Oggi, come facciamo solitamente, forniremo un altro inedito: le conclusioni delle indagini effettuate dopo la denuncia del 16 giugno 2020. Tralasciando il ridondante e badando all’essenziale, abbiamo già commentato (27 puntata) il sottostante documento. Per non appesantire la lettura non integriamo quanto precedentemente scritto a commento della relazione. **************************************************************************************************************************   

                             Legione Carabinieri xxxxxxxxx

                          Stazione di xxxxxxxxxxx- Principale

Nr. xxxxxxx (IAN) di protocollo.                       xxxxxxxxxxxxx: lì 08.09.2020

OGGETTO: Proc. Pen. xxxxxxxxx – Dr.ssa xxxxxxxxxxxxxxx sost.

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI XXXXXXXX

e.p.c.

ALLA COMPAGNIA G.D.F. DI XXXXXXXXXXXXXXX 2 Sez. Operativa — 1 Squadra Volante e serv P.G – Pec:xxxxxxxxxxxxxxxx

ln ottemperanza alla delega xxxxxxxxx RGNR del 06.07.2020- si comunica quanto segue. I locali Servizi Sociali riferivano di non aver mai avuto in carico xxxxxxxxxx e la figlia xxxxxxxxxx. (VDS all.1: risposta dei Servizi Sociali di xxxxxxxxxxxxxxx). Il denunciante xxxxxxxxxxxxx in data 3.8 2020 veniva escusso sui fatti in denuncia specificando che dalla visione degli estratti dei conti acquisiti dalla G.d.F. (e già rimessi a Codesta A.G.) ed a lui esibiti non risultano a suo dire prelievi dal suo ultimo del 4 marzo 2020 di 600 euro, per cui dichiarava che nessun ammanco sospetto figurava su tutti gli estratti dei conti intestati alla madre xxxxxxxxxxx e alla sorella xxxxxxxxxxxx. Aggiungeva che il suo sospetto si basava sulle somme che a loro consegnava in contanti che dopo qualche giorno terminavano per cui le congiunte erano a richiederne altre, ritenendo che qualche estraneo che era accolto in casa potesse aver come dire circuito le stesse. Aggiungeva che la madre aveva venduto anche dei gioielli non sapendo il motivo di ciò. Nel corso del verbale, nel far notare allo stesso un prelievo di xxxxxxx euro del 06.05.2019 e chiedendo spiegazioni, riferiva di aver lui stesso prelevato quel denaro dal conto della madre e della sorella per metterlo sul suo conto a suo dire per due ragioni: “uno per rappresaglia contro l’ufficio postale che gli aveva creato problemi per dei prelievi di denaro e due per mettere al sicuro la somma da eventuali malintenzionati che potrebbero circuire le due donne” (da notare che detta dichiarazione del prelievo di xxxxxxxxx euro non era stata indicata in denuncia inoltre dichiarava di aver avvisato di ciò le congiunte che al contrario negavano nei loro verbali appresso indicati!). (VDS all.2: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx il 3.8.2020 con allegati costituiti da ulteriori dichiarazioni dello stesso, nonché copia certificazione medica relativa alla invalidità della madre e della sorella). Veniva escusso anche il medico di famiglia dr. xxxxxx il qualedichiarava che la signora xxxxxxxxxxx risulta non deambulante ed ipoacusica ma capace di intendere e volere, mentre xxxxxxxxx risulta affetta da xxxxxxxxxxxxxxxxxx. all.3 Verbale di sommarie informazioni rese dal dr. xxxxxxxxxxx il 4.9.2020). Il 07.09.2020 xxxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxx venivano escusse sul posto nella propria abitazione riferendo che entrambe percepivano una pensione mensile che veniva accreditata su conti che gestiva ovvero su cui aveva la delega ad effettuare operazioni, soltanto xxxxxxxxxxxx il quale aveva prelevato xxxxxxxx euro I’anno scorso mettendoli sul suo conto e senza informarle di ciò. Dichiaravano che xxxxxxxxxxx prelevava denaro e lo consegnava a loro, ciò fino all’inizio del COVID dopodichè xxxxxxx non gli aveva più consegnato alcunché per cui xxxxxxxxxx ha dovuto far vendere dei suoi preziosi tramite la nipote xxxxxxxxxxx per sopravvivere. Aggiungevano di non aver concesso denaro ad alcuno per nessun motivo. xxxxxxxx esibiva il libretto postale, di cui veniva tratta fotocopia, su cui risulta il prelievo di xxxxxxxxxx euro sopra citato e le ricevute della vendita di gioielli ed aggiungeva di essere aiutata attualmente da xxxxxxxxxxxxx nelle sue esigenze quotidiane e di aver incaricato il legale avv. xxxxxxxxxxx per chiedere assistenza. (VDS all.4: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx e all. 5: S.i.t. di xxxxxxxxxxxx con allegate copie libretto postale nr.xxxxxxxx e ricevute vendita preziosi). xxxxxxxxxxxx citata nei suddetti verbali, convocata in questi Uffici il 08.09.2020, asseriva di aver aiutato ed aiutare ancora attualmente la zia xxxxxxxxxxx e la cugina xxxxxxxxxxxxxx nei loro bisogni quotidiani e nelle pulizie per cui riceve per volontà della zia euro 10 all’ora e nulla di più. Aggiungeva che le predette erano state abbandonate dal mese di marzo 2020 dal loro congiunto xxxxxxxxxxx  che non gli prelevava e non gli portava più denaro contante per vivere confermando di aver avuto l’incarico dalla zia xxxxxx di vendere dei gioielli per sopravvivere, ed il denaro ricavato lo aveva consegnato interamente alla zia xxxxxxxxxxx; come confermato dalla stessa nel suo verbale di s.i.t. sopra indicato. VDS all.6: Verbale di sommarie informazioni rese da xxxxxxxxxx

                            CONCLUSIONE DELLE INDAGINI:

Da quanto sopra è emerso che: xxxxxxxxxx il 06.05.20 9, avendo la delega ad operare sui conti intestati alle due congiunte invalide madre xxxxxxxxxx e sorella xxxxxxxxxxx, prelevava xxxxxxxxxx euro dal libretto postale nr. xxxxxxxxxx intestato alla due congiunte predette, senza aver citato detta circostanza nella denuncia presentata dallo stesso in questi Uffici il 16.06.2020 e senza aver avvisato le stesse come confermato da queste in verbale. Come dichiarato dal denunciante nel suo verbale di s.i.t. del 03.08.2020 di cui allegato nr.2 suindicato, non vi sono irregolarità nei prelievi dai conti intestati alle due congiunte, cosa confermata anche da queste ultime che nei loro verbali di s.i.t. dichiaravano “di non aver concesso denaro ad alcuno per nulla”. Dai riscontri delle dichiarazioni fornite emerge che effettivamente xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx assiste la zia xxxxxxx e la cugina xxxxxxxx , donne invalide, nei loro bisogni quotidiani percependo per volontà di xxxxxxxxxxxx 10 euro l’ora per le pulizie  domestiche. xxxxxxxxxxxx ha avanzato richiesta al Giudice Tutelare di xxxxxxxxxxxx per ottenere l’amministrazione di sostegno delle due congiunte invalide per cui vi è il fascicolo nr. xxx/2020 (volontaria giurisdizione) come evidenziato dallo stesso nella documentazione allegata. Dall’altra parte la madre xxxxxxxxx ha conferito mandato all’avv. xxxxxxxxx per tutelarsi sia in questa causa che per chiedere assistenza, non fidandosi più del figlio xxxxxxxx dopo che si era accorta che questi aveva prelevato senza avvisarle il 06.05.2020 euro xxxxxx dal loro conto per metterle sul suo. Dichiarazioni importanti sono state fornite anche da xxxxxxxxxx che riferiva nel suo verbale di s.i.t. del 08.09.2020 che il cugino xxxxxxxxx dai primi mesi di quest’ anno “ha abbandonato i suoi congiunti senza più preoccuparsi di loro”. Dichiarazioni che hanno trovato riscontro in quelle dei congiunti xxxxxxxxxxxx e xxxxxxxxxxxx, che attualmente si trovano a non poter operare sul loro conto per aver fornito procura esclusiva a xxxxxxxxxxxxxxx, il quale le aveva abbandonate dal momento che la madre nel mese di marzo (ovvero da quando non poteva più effettuare prelievi con carta abilitata per raggiungimento limite di operazioni massime) aveva rifiutato di firmarle una procura generale non fidandosi più del figlio che già lo scorso anno le aveva sottratto xxxxxxxxxxxx senza averla avvisata. Dai fatti esposti potrebbe emergere reati ex-art 591 C.P. a carico di xxxxxxxxxxx, che comunque si lascia alle valutazioni di Codesta A.G.

                                             IL COMANDANTE

                            (Luogotenente Ca. Spec. xxxxxxxxxx)

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3/3/2021 Antonio Bertinelli

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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