vecchi pensieri 1

Donna moderna … o donna turlupinata?

E’ pacifico che l’organizzazione omosessuale inglese Stonewal desideri proibire, nelle scuole britanniche, l’uso delle espressioni “papà, mamma” e voglia sostituirle, in forza di legge, con il vocabolo “genitore”. Nel Regno Unito, le avanguardie “antiomofobe” sono già al governo. Nel mondo occidentale i corollari annessi alle teorie del gender continuano a guadagnare preminenza culturale e ad essere annotati sulle agende politiche, gabellati per diritti fondamentali. Le Università americane, grazie ad enormi investimenti privati (raramente erogati da disinteressati filantropi), in alcuni casi, sono centri di eccellenza, ma anche fucine di idee con cui acculturare e controllare il resto del mondo. Joseph Fletcher, professore di etica medica presso l’ Università della Virginia, già nel 1974, attribuiva poca importanza a 14 dei 15 requisiti positivamente interrelati alla moralità dell’individuo. Secondo lui, tranne la funzionalità cerebrale, anche la sessualità e l’istinto riproduttivo sono attributi negativi della persona ; già verso la fine degli anni ottanta del secolo scorso, questo “luminare”, di fede protestante, proponeva la manipolazione degli embrioni per creare degli esseri paraumani da impiegare in particolari circostanze. Scienziati del Weill Medical College della Cornell University e della Junternoud University, da qualche anno, stanno lavorando per mettere definitivamente a punto un utero artificiale. Sarà nell’interesse delle donne ? Vogliono far credere che sia così. “Perchè continuare ad avere maschi sulla terra ? Ogni cultura deve iniziare a dichiarare che il futuro sarà femminile. La responsabilità della specie deve esser ricondotta nelle mani delle donne di ogni cultura. La proporzione dei maschi deve essere ridotta e mantenuta ad una percentuale pari al 10% della razza umana”. Questo pensiero circolava negli USA fin dal 1982, e Mary Daly lo fece proprio, diffondendo ulteriori esiziali enunciati dalla cattedra che ricopriva al prestigioso Boston College. Una delle ipotesi delineata dalla ricerca attuale lascia intravedere la possibilità di tramutare in sperma le cellule del midollo osseo, con conseguente possibilità di dare inizio alla partenogenesi femminile di mitologica memoria. Un indubbio passo avanti verso il primato delle donne? Mentre la scienza avanza e gli USA esportano generosamente democrazia e libertà, di pari passo, si alimenta una guerra di genere che sembra finalizzata ad atomizzare l’essere umano oltre ogni possibile immaginazione, rimuovendo ogni addentellato in grado di garantirgli una qualsiasi certezza identitaria. Si è aperto un conflitto culturale e politico che ha come bersaglio privilegiato il maschio, che si dispiega nella sistematica criminalizzazione e nella derisione di tutte le peculiarità del genere maschile. Pochi sembrano accorgersi che sotto l’egida di incauti maîtres à penser , di opinionisti e cattedratici iscritti sui libri paga di qualche multinazionale, si aderisce ad una disastrosa contrapposizione tra femmine (vittime) e maschi (carnefici) o si pretende di femminilizzare il maschio. Vengono oscurati numerosi studi che dimostrano, senza possibilità di dubbio, come la violenza sia un fenomeno che accomuna (quasi in percentuali analoghe) entrambi i generi. Il controllo monolitico dell’editoria e l’omologazione di tutti i mezzi d’informazione, in regime di oligopolio, stanno promuovendo la solida instaurazione di un già strisciante Governo Mondiale per futuri zombi, tanto asessuati, quanto del tutto asserviti agli interessi dei mercati. Ghettizzare gli “indesiderabili” fin da quando sono piccoli, anche se dipinti come “sesso pericoloso”, non è una soluzione per consentire alle donne di conquistare tutte le posizioni di prestigio, né un modo per portare feconda innovazione nella struttura sociale. Oltre al danno immediato che si produce quotidianamente sul processo di evoluzione psichica dei bambini, si fa solo un ulteriore passo per spianare la strada a chi sta disegnando in ogni modo, con capillare scientificità mediatica, uno scenario da incubo. Se non è stato poi così difficile depaternizzare le ultime generazioni, rendendole funzionali alla logica del consumismo in un contesto dove l’individuo è assoggettato a schedature incrociate di ogni genere, e forse non è lontano l’inserimento sottocutaneo obbligatorio di qualche chip elettronico codificato, come si può credere che il prossimo futuro vedrà la realizzazione di un’idilliaca arcadia femminile amministrata da donne “vincenti” ? Se è facile spiegare ciò che induce O. Toscani a stupire ovunque e comunque, rimane il dilemma per la direzione del settimanale femminile. Si segue la linea imposta dall’editore o si ha il convincimento di operare nell’interesse dell’altra metà del cielo ? In entrambi i casi sarebbe auspicabile un cambiamento di rotta, smettendo dunque di somministrare alle nostre “donne moderne” altre polpette avvelenate.

Antonio Bertinelli 5/3/2008

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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