C’è chi è convinto che una rete occulta abbia corrotto il potere giudiziario dall’interno e che dunque non sia una singola toga sporca che svende sentenze, decreti ed ordinanze. C’è chi è convinto che bisognerebbe indagare su un sistema di contropotere giudiziario, con tutti i crismi dell’associazione per delinquere che si è organizzato per avvicinare, condizionare e tentare di corrompere un numero indeterminato di magistrati. In questo presunto scenario corrotto potrebbe trovare collocazione anche l’applicazione consuetudinaria dell’istituto giuridico dell’amministrazione di sostegno terza, con tutte le sue spinosità. “Attraverso vari processi penali a Nuoro, lo Stato (uno Stato sfuggente nda) sta riscontrando moltissimi casi di peculato compiuti in oltre cinque anni da amministratori. Le condanne arrivano, ma nulla viene restituito alle vittime“. Secondo le ricerche condotte sul campo le dipendenze comportamentali sono condizioni complesse causate da un insieme di elementi biologici, psicologici e sociali. Non c’è dunque una sola causa, ma esiste un’interdipendenza di vulnerabilità individuale, esperienze di vita e contesto sociale che concorrono allo sviluppo della soggezione. Secondo l’esperienza di chi si relaziona con persone amministrate da AdS esogeni la loro dipendenza psicologica può essere causata per mezzo di un condizionamento che altera la loro percezione di sé e delle loro abilità, inducendo una dipendenza emotiva ed un senso di incapacità nel condurre la loro vita in autonomia. Ecco alcune cose che l’amministratore può compiere per accelerare il processo di assoggettamento del “beneficiato” giudiziale: favorire il suo isolamento dagli altri, criticare le sue azioni, controllare le sue risorse, manipolare le sue scelte, infondere paura e insicurezze, rinforzare i comportamenti dipendenti della persona e punire quelli autonomi. In sintesi, la dipendenza psicologica dall’amministratore extrafamiliare viene costruita attraverso un processo di sottomissione e controllo, in cui il soggetto amministrato perde gradualmente la sua autonomia e la sua capacità di giudizio, diventando sempre più subalterno della figura che dovrebbe prendersi cura di lui, ma che invece lo sfrutta per i propri scopi.
Dopo l’ingresso che la magistratura ha fatto nella sua vita, la sorella del nostro amico non ha fatto altro che peggiorare. Anche la memoria della donna non è più affidabile. Tra le tante cose che non ricorda più ci sono pure i prelievi bancari e postali che faceva personalmente. Si da il caso che questo giochi a favore dei “benefattori” benvoluti dal tribunale. A titolo di esempio riportiamo il riscontro di un prelievo che l’amministrata fece personalmente il 12/2/2021. L’AdS della sorella del protagonista della cronaca che teniamo da cinque anni, avvocato che in quelle aule si muove agevolmente, però ha denunciato calunniosamente l’uomo, scrivendo alla procura della Repubblica che l’operazione era stata fatta da lui.

2/8/2022 Antonio Bertinelli