L’Italia, trasformatasi in una provincia periferica dell’impero, non può che riproporre, spesso ampliate, le peculiarità americane. Diversi think tank statunitensi (Atlas Network, Hudson Institute, American Enterprise Institute, etc.). spesso legati ad interessi conservatori, sono attivi nell’influenzare il nostro dibattito pubblico e le nostre politiche. A sentire l’informazione-propaganda nazionale va tutto bene. Molti social si affiancano al coro, fanno del loro meglio per nascondere i fatti reali e diffondere notizie secondo i desiderata delle classi dominanti. Lo fanno sia ricorrendo a blocchi dell’interazione tra simpatizzanti o cancellando quanto non è gradito che venga conosciuto dai “navigatori”. E’ la repressione nel suo peggiore palesamento, applicata tramite algoritmi digitali o agita da qualche kapò, che neanche si perita di dare spiegazioni intellegibili agli utenti censurati. Li tiene semplicemente per la collottola parlando loro di libertà di espressione, applicando contemporaneamente “misteriose” netiquette e social media policy. Si ritiene che in Italia ci siano centoventi basi militari USA. Alcune ospitano armi nucleari. Le basi statunitensi rappresentano un’infrastruttura strategica per azioni di rifornimento e assistenza aerea, grazie alla loro collocazione geografica e al livello di integrazione con le forze della Nato. L’abito mentale di coloro che hanno assimilato questa verosimile “sudditanza”, tra il compiacimento e l’incredulità, ha spinto qualcuno a porre domande ad un ChatGPT per conoscere le somiglianze esistenti tra l’Italia e gli USA. L’intelligenza artificiale, nel rispondere, ha specificato che: “Si tratta di analogie e non di equivalenze precise” però per ogni regione italiana ha trovato la sua corrispondenza americana. Ne riportiamo alcune. Lombardia – New York: Milano motore economico e New York City, ricca, cosmopolita e influente in finanza e moda. Piemonte – Washington: entrambi hanno un clima temperato e montuoso, hanno centri tecnologici emergenti. Valle d’Aosta – Vermont: montagnosi e a bassa densità abitativa, attraggono appassionati di natura e sport invernali. Ci è venuta in mente anche una singolare affinità che lega l’Italia agli USA.
“In Nord America, dopo la Guerra Civile, i “bounty hunters” divennero molto diffusi sia tra chi rappresentava la legge che tra chi la violava. Il cacciatore di taglie non era un uomo di legge legato da un giuramento, ma semplicemente una persona svelta di mano e con le giuste armi, sempre sulle tracce del “ricercato” di turno, chiunque fosse. Una necessità dell’epoca? Una perversione di quel sistema di giustizia? Dal 1873, in ragione di una sentenza della Corte Suprema degli USA, il lavoro dei cacciatori di taglie, per cui gli uomini ai quali davano la caccia erano nulla di più che sacchetti di dollari con due gambe, divenne regolare in tutto il West. Tranne che in quattro stati (Oregon, Wisconsin, Kentucky e Illinois) lo è ancora oggi. A partire dal 2000 l’utilizzo di tali figure ha avuto una grande diffusione, soprattutto in tema di contrasto all’evasione fiscale, dietro pagamento di una ricompensa che varia dal 15% al 30% per le somme concretamente recuperate dal fisco, grazie alla denuncia dei vari casi all’Internal Revenue Service (agenzia governativa che si occupa della riscossione delle imposte)”.
Nel “Belpaese”, per non perdere l’occasione fornita dall’amministrazione di sostegno esogena, istituto giuridico che impazza nei palazzi di giustizia, si sono sguinzagliati medici, addetti ospedalieri, assistenti sociali, impiegati postali, psicologi delle ASL, parenti catechizzati da qualche “professionista” del ramo ed anche “parenti serpenti”, tutti pronti a segnalare il “debole” di turno o a proporsi come “tutori” delle persone “fragili”.
I servizi di intelligence, ben introdotti nei tribunali e sul Web, vivono giornalmente questa realtà caratterizzata da grande degenerazione ed omertà schedandola senza fare una piega. Chi mai potrebbe farla cambiare? Forse l’oracolo siculo? Prendono nota di toghe corrotte e amministratori da loro nominati che si arricchiscono. Gli introdotti per monitorare vedono le loro vittime subire le persecuzioni, vedono nascondere le prove d’innocenza per consentire all’accusa di potersi ostinare nelle tesi “colpevoliste” durante tutto il procedimento giudiziario. Rivolgendovi a degli investigatori dicendo, a buona ragione: “Quell’AdS è una ladro”, potreste sentirvi rispondere senza che manifestino alcuna emozione: “Lo sappiamo”. Mentre il nostro amico cerca di metabolizzare l’impareggiabile accanimento che gli riservano le aule di giustizia per la tenacia con cui ha tenuto e tiene testa ai “benefattori” dei propri familiari, la nostra storia continua. Qualche giorno fa, l’uomo, rovistando tra vecchie bollette Telecom, pagate dalla madre e destinate ad essere buttate via dopo un sommario controllo, ha trovato quattro ricevute di vendita di preziosi appartenuti alla genitrice defunta nel 2022.
Le pubblichiamo solo per rafforzare le nostre convinzioni. La madre e la sorella dell’imputato, che lui ha tentato di difendere dall’avidità del sistema con una denuncia, sono state prese di mira molto prima che lui se ne accorgesse. Quindi si può ipotizzare che il bottino realizzato dai “benefattori”, praticamente sostenuti e difesi indefessamente dalle istituzioni, sia stato più corposo di quanto abbia immaginato il nostro amico. La difesa ad oltranza di certi personaggi, contro ogni evidenza, ha poco a che fare con l’amministrazione della giustizia e somiglia molto ad una dimostrazione di forza, possibile solo in virtù del ruolo.
Ecco le ricevute:




3/7/2025 Antonio Bertinell