Non è un mistero che la corruzione e la cooptazione siano due caratteri salienti del nostro sfortunato Paese. Più che altrove sembra che tali peculiarità si riscontrino nelle aule di giustizia. Il marciume nei tribunali continua a essere un tema attuale, con diverse novità legislative e giurisprudenziali che si prefiggono di contrastare questo fenomeno. In particolare, si registra un’attenzione crescente alla corruzione in atti giudiziari e al traffico di influenze illecite. Ci viene da dire che mentre a Roma si delibera, Sagunto viene espugnata. Fa scuola la vicenda di Luca Palamara (unico “maneggione” pentito) che è stato espulso dall’Anm perché elargiva favori illegittimi. Coloro che hanno interagito con lui, concorrendo nel medesimo illecito, non sono stati parimenti sanzionati, quindi è lecito ritenere che l’ambiente delle toghe ha continuato ad essere simile a quello di ieri. Negli ultimi anni abbiamo letto di sentenze vendute, elezioni annullate, intrallazzi vari e depistaggi. Abbiamo letto di una vera e propria rete di toghe sporche al lavoro dalla Lombardia alla Sicilia. Giustizia corrotta ai massimi livelli, con una rete occulta che corrode il potere giudiziario dall’interno, arrivando a minare i pilastri della nostra (democrazia?). Ma forse qualcuno avrà lavorato troppo di fantasia. Da cinque anni, noi ci limitiamo a documentare la storia giudiziaria di un amico. Sul percorso alle spalle del protagonista della storia sono restate un bel po’ di macerie: decessi, gravi malattie, considerevoli perdite patrimoniali, mancata riscossione della sua quota ereditaria, azioni intenzionalmente fraudolente, smarrimento di una ventina di documenti imprescindibili nei fascicoli del tribunale, sgradevoli esiti di (furti?) nell’abitazione materna, spoliazione dell’anziana genitrice con annessa appropriazione indebita a detrimento delle sue pensioni mensili, sparizione di cari ricordi familiari, calunnie, diffamazioni, pesanti parole in libertà di rappresentanti istituzionali, eccezionale accanimento inquisitorio, un debito di circa diecimila euro per il funerale della madre ed altri rimarchevoli danni. Tra le vessazioni che ha vissuto annoveriamo un tentativo di farlo processare per appropriazione indebita (processo non iniziato per difetto di procedibilità) ed un processo in atto per simulazione di reato (prossima udienza 10/10/2025). Nel corso del dibattimento, fino ad oggi, è emerso che le indagini sono state condotte in maniera inadeguata, che i testimoni dell’accusa hanno mentito o sono stati reticenti. L’ultimo teste, per cui non è ancora possibile chiedere la trascrizione della deposizione, tra le varie cose che ha detto, ha anche confermato quello che il nostro amico aveva denunciato ai carabinieri il 16/6/2020 (secondo l’accusa erano bugie).
I documenti riproposti nel corso dalla nostra narrazione sono depositati al palazzo di giustizia. Ogni tribunale ha le sue caratteristiche ed i suoi operatori. Ci sono le aule da cui si dipartono i sequestri di interi patrimoni imprenditoriali e personali, il loro affidamento ad amministratori giudiziari pronti, come sappiamo, a dilapidarli solo in base ad un sospetto. Ci sono i tribunali dove si fanno assegnazioni di incarichi in cambio di favori e regalie di varia natura e dove attualmente ci sono otto imputati (magistrati compresi). C’è il “nostro”.
Nel tribunale che ci riguarda, tra l’altro, sono ben conosciute anche queste cose:
- Il nostro imputato, su pressante richiesta di un ospedale, anni fa, è stato nominato AdS per un parente malato. I suoi bilanci sono stati sempre approvati dal magistrato. Su richiesta del giudice adito, dopo avere fornito documenti contabili dettagliati e ridondanti, ha avuto approvato anche il bilancio di fine mandato (per sopravvenuto decesso del suo amministrato).
- Che il medico curante della madre e della sorella ha rilasciato delle certificazioni in contraddizione tra loro.
- Che un avvocato di fiducia della madre ha depositato in udienza una procura per amministrare un morto (deceduto da due anni) documento accettato per procura speciale in altro procedimento
- Che è stata illegittimamente annullata una procura generale violando i diritti di rappresentanza della mandante. Atto d’imperio che ha annichilito le antiche decisioni della “beneficiata” giudiziale.
- Che nei fascicoli riguardanti il nostro amico sono andati smarriti dei documenti imprescindibili (una ventina) per le procedure attivate.
- Che l’AdS della sorella dell’imputato non gli ha mai restituito i soldi che lui ha speso per pagamenti dovuti a vario titolo dalla germana.
- Che l’uomo continua a pagare per conto della sorella (tasse, spese condominiali, etc), di un appartamento di cui è usufruttuaria, parecchie migliaia di euro all’anno, senza venire rimborsato.
- Che l’Ads della sorella gli blocca ogni attività pertinente i propri diritti ereditari.
- Che l’AdS della sorella, dopo aver sfondato pretestuosamente la porta di casa in comproprietà tra i germani, lì dove risiede l’amministrata, non ha più fornito la chiave della nuova serratura al nostro amico.
- Che l’AdS della sorella non paga alcun affitto all’uomo (peraltro gravato da tutte le spese connesse alla comproprietà).
- Che l’amministrata ha sofferto spesso per la mancanza di regolari pulizie in casa e per le scarse erogazioni di soldi da parte dell’AdS.
- Che, nel corso di tutti gli anni in cui il fratello è stato suo procuratore generale, la donna ha dichiarato per iscritto di essere soddisfatta, se e quando richiesta, della sua amministrazione.
- Che la somma risultante dalle ricevute delle dazioni di denaro dell’imputato a favore della sorella supera il totale del denaro che lui ha prelevato in banca sul conto della germana.
L’AdS di cui sopra, denunciata dall’imputato per peculato ed altro, avrebbe dovuto essere presente in tribunale il 15/5/2025. L’udienza però è stata rimandata “per esigenze di ruolo” a data da destinarsi.
Il 20/6/2025 il nostro amico ha ricevuto un atto di citazione per appropriazione indebita da parte dell’AdS della sorella (SEMPRE IN CARICA !!! Malgrado le denunce esaurientemente documentate al giudice tutelare, alla procura della Repubblica competente, a quella di Perugia e al CSM).
Ricordiamo che non ha funzionato l’accusa per appropriazione indebita e il ricorso al diritto penale, allora ecco spuntare il codice civile per consentire all’AdS di continuare ad accanirsi nei confronti di chi non vuole piegarsi all’inaudita prepotenza istituzionale.
Sarebbe troppo lungo contestare riga per riga quanto è stato scritto, però prima di aggiungere copia del nuovo atto di citazione vogliamo almeno rimarcare che la denuncia penale per appropriazione indebita è stata fatta per rappresaglia. L’AdS C. T. conosceva da sempre le movimentazioni di denaro regolarmente intercorse tra i germani (cosa rilevata anche dal giudice (Lucia Fuccio Sanzà) che ha “bocciato” la richiesta per improcedibilità). L’AdS ha fatto denuncia, mentendo, quando si è trovata denunciata per peculato ed altro.
L’indagine della Finanza sulle movimentazioni di denaro familiari copre un arco temporale più ampio di quello preso in considerazione, però all’attore non è utile far apparire che l’accusato, nel corso del 2016, ha versato sul conto corrente della sorella 73000 euro. Allora è meglio non farlo sapere. All’uopo provvederemo noi con una fotocopia.
E’ singolare che l’avvocato nominato dall’AdS, nel corso delle sue lagnanze, invochi sempre la mancata “autorizzazione” alle operazioni del procuratore generale, che proprio in virtù di quel genere di procura, particolarmente dettagliata, non ha la necessità di chiedere il permesso per ogni operazione che effettua.
Notiamo la malafede quando si ignora che l’amministrata, per sua stessa ammissione, riprodotta negli atti, fino a tutto il 2019, andava personalmente a fare i prelievi mensili in banca.
Notiamo la malafede quando i presunti prelievi “abusivi” attribuiti al procuratore (2000 euro per volta) non tengono conto che con i soldi dei prelievi la sorella doveva mangiare, provvedere al pagamento delle bollette ed altro. Quindi all’uomo sarebbe rimasto in tasca molto meno dei 2000 euro mensili che gli ha addebitato il denunciante.
Nella 158 puntata è possibile reperire i conti dettagliati dai quali si può verificare che il fratello dell’amministrata non si è mai appropriato dei suoi soldi. Per la precisione è in credito.
Ecco il prospetto dei versamenti fatti dal nostro amico sul conto corrente della sorella e sottaciuti dal denunciante:

Ecco l’atto di citazione:













22/6/2025 Antonio Bertinelli