Giustizia 2025? un incubo (188 puntata)

Anche se anni orsono abbiamo avuto il piacere di conoscere ottimi magistrati, non abbiamo mai avuto modo di vivere i tempi idilliaci di un’intera Magistratura per cui essere orgogliosi in quanto italiani. Oggi, a conoscenza di numerosi casi giudiziari il cui epilogo non ci convince, abbiamo il dubbio che i tre gradi di giudizio, per come a volte vengono svolte le indagini e per come vengono celebrati i processi, non forniscano più ai cittadini le garanzie di una volta. Non ci è mai interessato partecipare alle diatribe tra colpevolisti e innocentisti, ma in alcuni casi particolari (uno è quello che riguarda Olindo Romano e Rosa Bazzi) siamo dell’idea che il processo andrebbe revisionato. Gli avvocati dei due “utili sempliciotti”, sbattuti in galera grazie alla “correttezza dell’operato” del pm e dei carabinieri che nella fase delle indagini preliminari, hanno raccolto prove materiali, documentali, dichiarative, scientifiche e logiche incontestabili” e non certo le sole confessioni“, dopo il diniego della Cassazione (Corte che per numerosi motivi non sembra davvero essere la bocca della verità) stanno valutando il ricorso alla CEDU. Va loro detto che purtroppo anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nel corso del tempo, ha subito qualche inquietante “mutazione”. Lo sanno anche i sassi che in quanto ad amministrazione della Giustizia, rispetto ad altri paesi europei, non ci troviamo in una situazione invidiabile. Un cahier de doléances richiederebbe spazi e tempi che non abbiamo. Ci sono interi settori della giurisdizione, specialmente quelli dove girano più soldi, e non sono numeri trascurabili, che sono invasi dal marciume. In questi ambienti caratterizzati dall’omertà di categoria ci sembra un sogno sperare di cacciare le volpi fuori del pollaio. A volte qualche raro giornalista fa apparire la punta della montagna della malagiustizia, così veniamo a conoscenza delle manovre fatte da certi avvocati “amministratori” per appropriarsi dei beni altrui. Patrizia, grazie a Nina Palmieri, ha trovato sostenitori, visibilità televisiva e avvocato difensore. Ci sono decine e decine di migliaia di cosiddetti “beneficiati” giudiziali che sono e rimarranno in miseria grazie al florido mercato malavitoso tenuto in piedi dagli addetti alla tutela degli “indifesi” passante per i Palazzi di Giustizia. Guai a finirci dentro per aiutare una persona cara, verreste perseguitati con ogni mezzo, anche il più scorretto, fino ad essere ridotti in ristrettezze e/o peggio condannati al carcere.

Dopo questo breve excursus, dove ci siamo avvalsi dei collegamenti ipertestuali in rosso per consentire al lettore di ampliare l’esposizione con un click del mouse, torniamo all’abituale periodico aggiornamento:

Il 22/9/2024 alle ore 13,09, il protagonista della nostra storia scriveva questa e.mail al proprio difensore: 

“Ieri 21/9/2024, come d’abitudine quotidiana, sono andato a fare visita a mia sorella. Giunto alla sua abitazione nel primo pomeriggio non sono riuscito ad entrare per un guasto meccanico della serratura della porta d’ingresso. Non si riusciva ad aprire. Dall’interno la chiave di mia sorella girava a vuoto, dall’esterno la mia chiave faceva solo mezzo giro. Constatata l’impossibilità di aprire la porta, ho cercato di contattare l’AdS di mia sorella senza riuscirci. D’accordo con la mia germana ho lasciato il pianerottolo dell’abitazione per tentare di comunicare con l’AdS Caterina Tancredi da casa mia, dove tramite e.mail le ho scritto quanto di seguito:

Mia sorella è chiusa in casa con la serratura della porta bloccata. Non può uscire.

Lei non riesce ad aprire dall’interno ed io non sono riuscito ad aprire dall’esterno.

Suggerisco di fare intervenire i pompieri.

Secondo il mio punto di vista, per mezzo della loro scala potrebbero entrare da una finestra dell’appartamento e quindi raggiungere la serratura per operare-sbloccarla”.

Subito dopo le ho inviato il seguente sms: “E’ urgente! Legga la posta elettronica. Mia sorella è rimasta chiusa/bloccata in casa senza poter uscire”.  

Non ho ricevuto risposta.

Ho telefonato ancora all’AdS senza riuscire a contattarla

Dopo un po’ di minuti, non ricevendo alcun riscontro, sono tornato a casa di mia sorella.

Qui ho trovato, insieme all’AdS, numerose persone (poliziotti e personale del 118) che sostavano sul pianerottolo di casa. Stavano abbattendo la porta dell’abitazione di mia sorella.

Per la circostanza l’AdS mi ha accusato di non aver chiamato personalmente il 118 e mi ha accusato di non aver cambiato tempestivamente la porta d’ingresso, peraltro egregiamente manutenzionata da un falegname un anno fa.

Rilevo che se mi fosse stato modo di parlare con mia sorella attraverso la porta di casa le avrei suggerito di aprire la persiana e la finestra del soggiorno per consentire a qualcuno di entrare per poi smontare o lubrificare la serratura bloccata.

I danni sarebbero stati contenuti.

L’AdS Caterina Tancredi ha optato per lo scardinamento della porta di legno pregiato massiccio con la serratura di sicurezza bloccata.

Oltre alla paura causata a mia sorella per l‘inspiegabile intervento massiccio di personale (PS + 118) ad operare fuori della porta e delle persiane di casa sua vanno aggiunti i danni prodotti all’antico infisso, reso presumibilmente irrecuperabile.

Ho fatto verbalizzare alla PS la dinamica dei fatti per poi firmarla.

Poi aggiornami, grazie.”

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Il nostro amico, con la vicenda del guasto alla serratura, di fatto privato dall’avvocato C. T. della chiave di casa di cui è proprietario al 50%, in cui era andata ad abitare la sorella alla fine del 2022, è stato praticamente costretto a lasciare isolata la donna. Priva delle visite quotidiane del germano la salute psichica della disabile non deve averne tratto vantaggi.

Ieri sera il nostro amico ha ricevuto, da parte dell’AdS C.T., la seguente scarna comunicazione:  

Buonasera

le comunico che YYYY nel pomeriggio è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di CVCV.

Ha acconsentito a rimanere in ospedale, reparto SPDC, per completare gli accertamenti.

l’ADS avvocata C. T.

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27/3/2025 Antonio Bertinelli 

Pubblicato da antoniobertinelli

Melius cavere quam pavere

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