Abbiamo avuto modo di conoscere direttamente le grandi difficoltà con le quali si è sempre dovuta confrontare “La Fionda”. Ancora l’altroieri al suo link si leggeva questo comunicato: “SITO SOSPESO PER PERSECUZIONE GIUDIZIARIA”. Non è il primo sito web davvero indipendente e di altissimo livello informativo che ha dovuto cedere nel corso degli anni all’azione di forze censorie soverchianti. Nel celebre romanzo manzoniano Don Abbondio, di fronte al Cardinale Federico Borromeo confessa spontaneamente “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Davide Stasi ha resistito con coraggio molto più a lungo di tanti altri, bruciando risorse che magari altri avrebbero conservato per loro stessi. E’ amaro riconoscerlo, ma l’Italia non è un paese libero. Qui il Potere foggia l’utopia da dare in pasto alle moltitudini attraverso la sorveglianza, l’inganno, le contraffazioni, le “emergenze”, l’appiattimento del pensiero, le opacità istituzionali. Qui il Potere plasma l’immaginario del Popolo anche cambiando nome alle cose, in un difficile equilibrio tra fantasia e logica. Qui l’uso delle menzogne è strumento di propaganda per catturare il consenso in spregio di qualsivoglia verità. Qui hanno trovato grande spazio degenerazioni di ogni tipo, intensi dossieraggi “fantasma” e criminalità di prim’ordine. Qui subisce sei procedimenti giudiziari chi riferisce cose autentiche ed alla settima comunicazione giudiziaria si vede “costretto” a chiudere il proprio sito web. Qui vengono processati quelli che hanno meritoriamente tentato di restituire la libertà ad un anziano professore internato in una RSA. Qui ci sono magistrati chi si arrogano il diritto di decidere quali norme vigenti applicare e quali ignorare. Tutto dipende da cosa serve a chi.
In questo paese viene deferito all’ordine di categoria un avvocato che dice la verità, solo la verità, nient’altro che la verità. Oggi è costretto a difendersi davanti al consiglio di disciplina forense per le sue opinioni:









20/8/2024 Antonio Bertinelli