Ed eccoci alla pubblicazione del terzo documento pertinente al ricorso in Cassazione. Sul percorso alle spalle del protagonista della storia da incubo, che stiamo raccontando fin dalle sue battute iniziali, sono restate un bel po’ di macerie: decessi, gravi malattie, considerevoli perdite patrimoniali, mancata riscossione della sua quota ereditaria, azioni intenzionalmente fraudolente, smarrimento di una ventina di documenti cruciali nei fascicoli del tribunale, sgradevoli esiti di (furti?) nell’abitazione materna, spoliazione dell’anziana genitrice con annessa appropriazione indebita a detrimento delle sue pensioni mensili, sparizione di cari ricordi familiari, calunnie, diffamazioni, pesanti parole in libertà di rappresentanti istituzionali ed altri rimarchevoli danni. La Corte di Cassazione ha il compito di garantire l’omogenea applicazione ed interpretazione delle leggi. A volte, oltre alla funzione nomofilattica, che è quella sua convenzionale, sembra non disdegnare l’analisi onnicomprensiva dei fatti verificatisi in parallelo e quindi, se e quando vuole, entra nel merito del contenzioso. Come giudice di legittimità di ultima istanza è l’ultima spiaggia per il cittadino che spera di vedere correggere gli errori, le omissioni e gli abusi di cui è stato vittima nel corso delle precedenti procedure giudiziarie. In qualche maniera la Suprema Corte dovrebbe essere uno dei maggiori presidi dell’establishment a difesa sostanziale della credibilità, del prestigio e dell’autorevolezza dell’intero ordine giudiziario. La memoria posta di seguito, tra l’altro, ribadisce le illegittimità riscontrate nel primo e nel secondo grado del giudizio, contestualmente fornisce alla Corte una panoramica sulla situazione giurisdizionale odierna del ricorrente.











Antonio Bertinelli 22/1/2024